In tanti nei giorni scorsi si erano illusi che con il G7 di Evian si sarebbe potuto ricreare un minimo di armonia nei rapporti tra UE e USA. Essi, è noto, erano stati intaccati e ancora lo sono dal modo di agire dissennato del presidente degli USA Trump. Egli si ritiene legittimato (di grazia, da chi ?) a stravolgere gli equilibri di ogni genere esistenti sulla faccia della terrea, per poi ricrearne altri alla sua maniera. Al contrario, in quella amena cittadina dell’ Alta Savoia, in occasione del recente G7, è stata scritta un’ altra brutta pagina di storia a stelle e strisce. Essa costituisce l’ennesimo aggiornamento dopo tante già annoverate.Ha inoltre alimentato le fiamme delle discordie già in essere tra Washington e i governi della maggior parte del resto dei paesi. Prima di azzardare un commento del “fatto di Evian”, trasformatosi nell’ immediato prosieguo in un vero e proprio “affaire”, è opportuno evidenziare alcuni modi di comportarsi abituali dell’ Ominide di Washington. Il punto di partenza, riscontrabile da chiunque fin dal primo contatto, anche solo visivo, con quel Primate, è il delirio di grandezza che non omette mai di palesare. È, quello stesso, una malattia mentale a tutti gli effetti che, nel villaggio, viene descritta come l’attitudine di guardare e quindi considerare gli altri, tutti e nessuno escluso, guardando dall’ alto verso il basso. Tale pregiudiziale fa comprendere, quasi d’istinto, la ratio che ha portato costui con naturalezza a fare ciò che ha già fatto e che continua a fare: azioni da far invidia a quelle di un pazzo furioso. Cosi facendo, dimostra senza ombra di dubbio che il suo comportamento di routine è simile a quello difensivo di alcuni animali selvatici. Essi, in ogni circostanza, appena vengono avvicinati, creano attorno a se barriere invalicabili. Con la differenza che queste ultime sono in primis fisiche e poi mentali, mentre per il Biondo Americano accade l’esatto contrario. Va aggiunto che, nell’ evoluzione delle speci, sono avvenute anche mutamenti positivi. Per rimanere tra i primati, spicca tra le tante leggende quella dei progenitori che smisero di corteggiare le loro partners usando per la conquista la clava. Venendo a razzo a questi giorni dopo aver attraversato secoli di affinamento di come si tratta una donna, l’Uomo, fatte le imprescindibili eccezioni, ha iniziato a trattare con il dovuto riguardo l’universo femminle. Agendo così, ha assunto di volta in volta la qualifica di boy friend, di gentiluomo, di cavaliere e altre della stessa portata, seppure con le normali sfumature del caso. Che dire quindi di quello screanzato scappato di casa e che ora alloggia pro tempore alla Casa Bianca, che ha avuto l’ardire di dileggiare ex post la Signora Giorgia Meloni, non solo come Premier italiana, quanto anche, meglio principalmente, come donna. In gioventù quelli più attempati tra i lettori, avranno senz’altro conosciuto il loro cotaneo o quasi, che aveva sbavato fino a qualche ora prima nei confronti di una delle belle della scuola di turno. Respinto dall’ agognato bene, come non di rado succedeva, il pretendente respinto sfogava la sua delusione mista a rabbia dicendo a chiunque avesse incontrato che era stato lui a averla rifiutata. Qualcosa del genere è accaduto nella sala stampa della Casa Bianca tra l’ospitante e il giornalista che lo stesso aveva scelto per essere intervistato. Di certo non a caso, era il corrispondente di una testata italiana. Tale modo di fare indica tra l’altro quanto savoir faire sia presente nella zucca di quel sine titulo. Lo stesso che sta cercando disperatamente di cogliere il momento opportuno per riprendere, da dove l’aveva parcheggiata, cioè a Cuba, la pazza opera di colonizzazione sui generis che egli stesso ha da tempo riportato in vita. Inizierá dopodomani una settimana completamente diversa da quella che era in programma e poi chissà. Per ora buona domenica, per quanto potrà esserla, nonostante sia molto inopportuno canticchiare ” tutti al mare”.






































