Cremona-Caltanissetta, gemellaggio in nome del torrone

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Cremona, 19 nov. (Labitalia) – Primo weekend da tutto esaurito per la Festa del torrone 2018 che ha aperto i battenti a Cremona, dove, fino al 25 novembre, è in mostra il meglio di questa eccellenza tutta italiana. Un’eccellenza che unisce il Nord con il Sud del paese, come sancito in occasione della tavola rotonda che ha suggellato il gemellaggio tra Cremona e Caltanissetta proprio in nome del torrone. E nella capitale della liuteria, che ha visto sfilare per le vie della città il corteo storico e la rievocazione del matrimonio fra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, ospite d’onore è stato il pastry chef Damiano Carrara, insignito del premio come ambasciatore del gusto.

“La nostra filosofia è sempre stata quella di creare un evento non solo fieristico, cioè finalizzato a un ritorno commerciale da parte delle aziende espositrici, piccole o grandi che siano, ma anche un evento cultural-gastronomico, quindi con contenuti culturali, spettacolari e scientifici di forte impatto sia nella parte espositiva, con presentazioni di prodotto e degustazione, ma anche negli appuntamenti e spettacoli di cui si compone il programma”, afferma Stefano Pellicciardi, patron della Festa del torrone.

“L’obiettivo che noi ci proponiamo – prosegue – è quello di coniugare gli aspetti della produzione, della commercializzazione e del consumo del torrone attraverso la valorizzazione diretta, quindi vendita e degustazioni, con un adeguato programma di iniziative parallele che valorizzino questo prodotto corredandolo con gli aspetti culturali, sociali e ambientali che questo settore produttivo coinvolge. Mantenendo però come punto fermo il principio che lega il prodotto al suo territorio di origine e inserendosi così nelle finalità evidenti che anche i promotori chiedevano, cioè quelle di creare un significativo momento di marketing territoriale in grado di attirare in questi giorni a Cremona turisti e visitatori”.

“Si vuole, in una parola, da una parte, celebrare uno dei prodotti che ha reso Cremona famosa nel mondo, ma al contempo – sottolinea Pellicciardi – valorizzare il territorio in cui questo prodotto nasce e si sviluppa. Il progetto che noi abbiamo cercato di attuare in questi anni è quello di creare una manifestazione che, da una parte, consolidi il successo ottenuto e, dall’altra, punti ad elevare la sua immagine facendola crescere, per avere così un posizionamento più alto nella scala delle manifestazioni di successo a livello nazionale”.

“Questo progetto vede al centro un concept – spiega il patron della kermesse – che è una vera e propria scommessa per gli anni a venire della Festa del torrone, cioè inserire questa festa in un network di manifestazioni prestigiose o di località turistiche con cui instaurare rapporti di collaborazione e interscambio ai diversi livelli. In quest’ottica, si inserisce la collaborazione e il gemellaggio con la città di Caltanissetta, che ha visto presenti alcuni espositori in questa manifestazione e vedrà una presenza nutrita di produttori cremonesi nella manifestazione che si terrà a Caltanissetta a dicembre”.

A esprimere soddisfazione per questo gemellaggio sono i protagonisti della Festa, i produttori. “Abbiamo tante sagre in Sicilia, ma non avevano mai avuto una Festa del torrone, e quando abbiamo fatto il gemellaggio con Cremona siamo rimasti entusiasti e questo è il secondo anno che facciamo la festa del torrone a Caltanissetta”, dice Gianfranco Nitro, del torronificio Nitro di Caltanissetta, gestito da tre fratelli che lavorano il torrone “ancora come la tradizione insegna”. “A Cremona – racconta – siamo presenti con i nostri stand in piazza Stradivari, dove proponiamo i nostri prodotti: il nostro è un torrone tipico nisseno, con miele, mandorle, pistacchi. Un torrone che parla proprio del nostro territorio, della Sicilia, dove la produzione di queste materie prime è eccellente”.

Gli fa eco Cristiano Rivoltini, quarta generazione della storica azienda cremonese che proprio in questi giorni festeggia i 90 anni di attività: un compleanno celebrato in piazza, offrendo una torta gigantesca a tutti i visitatori della Festa, ovviamente a base di torrone. “Nella nostra azienda – assicura – portiamo avanti con orgoglio la nostra attività che rappresenta la tradizione di Cremona, cercando di essere sempre il più possibile innovativi, e di proporre ai nostri clienti, ai nostri affezionati, più tipologie di torrone”.

“E questa è una cosa complicata – ammette – perché, per cambiare un po’ la tradizione rispetto a quando il torrone era fatto solo di tre ingredienti, è servita una ricerca delle materie prime molto difficile, anche affidandoci ad altri settori che non erano compatibili originariamente con il torrone. Siamo riusciti, in tutto questo, con duro lavoro, ad accomunare la tecnologia alla tradizione mantenendo quello che è il procedimento tradizionale di produzione, ma aiutandoci con il progresso, con tutte le facilitazioni che la tecnologia ci ha dato, con macchinari sempre più performanti che ci aiutano a tirare fuori il meglio dagli ingredienti che utilizziamo, sempre di primissima qualità”.

A creare un dolce da dedicare proprio alla Festa del torrone è stato il pastry chef Damiano Carrara, che porta alta la bandiera del made in Italy in America. “A me il torrone – confessa – piace in tutte le maniere. Per creare questo dolce mi sono ispirato a cosa è il torrone: albume pastorizzato, con miele, zucchero, frutta secca, aromi. Qui ho utilizzato tutti gli ingredienti e tutte le tecniche per fare il torrone, nelle due versioni morbido e croccante: quindi ho voluto dare sia la croccantezza sia la morbidezza, poi la cremosità e il sapore del torrone, in più con la nocciola ho cercato di smorzare la dolcezza molto accentuata del torrone”. Infine, si dice “onorato di questo premio che ricevo come ambasciatore del gusto: io ce la metto sempre tutta, non si smette mai di crescere né di imparare e una volta ogni tanto una pacca sulla spalla fa bene a tutti”.