Crescita economica, equità sociale e protezione ambientale: strategie possibili nelle attuali politiche globali

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Pubbichiamo il testo dell’indirizzo di saluto del professore emerito Claudio Quintano (DiSAQ di Uniparthenope) all’apertura della 3rd Italian  conference on economic che si chiude oggi all’Università Parthenope di Napoli ed ha per tema “Statistics sustainability, innovation and digitalization: statistical measurement for economic analysis”

di Claudio Quintano

Buongiorno a tutti

Con onore e piacere invio il mio saluto di benvenuto in questa Università  – che mi ha dato tanto –   ringraziando anche gli organizzatori di questa Conferenza di Statistica Economica per l’impegno profuso, che – sono certo – sortirà l’effetto di soddisfare tutti i convenuti. 

il tema della sostenibilità, oggi al centro di questo incontro, è a me da tempo estremamente caro. Consentitemi contribuire a questo “mosaico” con qualche tessera che possa arricchirlo: 

1) il “Brundtland Report” del 1987, ufficialmente intitolato “Our Common Future”, redatto dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite (WCED), in onore della sua Presidente, Gro Harlem Brundtland, medico ed ambientalista, che per prima definì lo “sviluppo sostenibile”, inquadrandolo come un nuovo assetto sociale, economico ed istituzionale capace di soddisfare i bisogni dell’attuale generazione, senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri. 

La Grundtland sottolineerò anche l’interconnessione esistente tra crescita economica, equità sociale e protezione ambientale, proponendo strategie per integrare questi aspetti nelle politiche globali;

2) L’iniziativa “Educazione allo Sviluppo Sostenibile: una tabella di marcia” (ESD for 2030) dell’UNESCO, lanciata nel 2020, mira a rafforzare il ruolo dell’education nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030. Questa iniziativa si concentra su cinque aree di azione prioritarie che riguardano:

  1. a) Le politiche educative, chiamate a integrare l’education allo sviluppo sostenibile;
  2. b) la trasformazione degli ambienti educativi, deputati a promuovere l’apprendimento sostenibile;
  3. c) la formazione delle competenze della docenza, per affrontare le sfide della sostenibilità.
  4. la responsabilizzazione e mobilitazione dei giovani come agenti di cambiamento.
  5. l’accelerazione di azioni a livello locale, al fine di promuovere la sostenibilità.

Tutte queste aree mirano a integrare l’education nei processi di sviluppo sostenibile, riconoscendone il ruolo cruciale nel raggiungimento degli OSS. L’educazione allo sviluppo sostenibile fornisce alle persone le conoscenze, le competenze, i valori, gli atteggiamenti e i comportamenti per vivere in un modo che sia positivo per l’ambiente, l’economia e la società. Incoraggia le persone a fare scelte intelligenti e responsabili che aiutano a creare un futuro migliore per tutti.

In sintesi, mentre il “Brundtland Report” ha posto le basi teoriche per lo sviluppo sostenibile, definendo il concetto e le sue implicazioni, l’iniziativa ESD for 2030 dell’UNESCO si concentra sull’implementazione pratica di queste idee attraverso l’education, fornendo una guida operativa per integrare la sostenibilità nei sistemi educativi globali.

E’ peraltro interessante osservare sin da subito, riguardo alla sostenibilità e alla sua percezione, che il termine può sembrare inflazionato e, a volte, frainteso. Dovremmo forse riflettere come

possiamo rendere il concetto di sostenibilità più tangibile e significativo per tutti.

Di seguito, richiamo alcune idee destinate pedagogicamente agli studenti, ai giovani, ed a coloro che vogliono risentirle, su come può essere migliorata la comprensione e l’adozione della sostenibilità. Esse riguardano: 

  1. l’ educazione e la consapevolezza: il percorso di education che consente la consapevolezza della necessità di educare alla sostenibilità, è fondamentale. Educare le persone, specialmente le giovani generazioni, sull’importanza della sostenibilità e su come le loro azioni quotidiane possono avere un impatto duraturo è cruciale. Inutile qui sottolineare che le scuole e le università possono giocare un ruolo chiave in questo.
  2. una comunicazione efficace: utilizzare termini che risuonano meglio con il pubblico, come “sviluppo durevole” o “economia circolare”, può aiutare a chiarire cosa intendiamo per sostenibilità. La comunicazione deve essere chiara, semplice e collegata a esempi pratici.
  3. Ricorrere, Infatti, ad esempi concreti di pratiche sostenibili che hanno avuto successo può ispirare altri a seguirne l’esempio: come, nel caso di aziende che hanno ridotto significativamente i loro rifiuti o comunità che hanno implementato sistemi di riciclaggio efficaci.
  4. gli incentivi e le politiche: i governi e le istituzioni possono incentivare comportamenti sostenibili attraverso politiche e regolamenti. Ad esempio, offrire agevolazioni fiscali per le aziende che adottano pratiche sostenibili o per i cittadini che utilizzano energie rinnovabili.
  5. l’innovazione e la tecnologia: Investire in tecnologie che supportano la sostenibilità, come le energie rinnovabili, i materiali riciclabili e le soluzioni per la riduzione dei rifiuti, può accelerare la transizione verso un’economia più sostenibile.
  6. la cultura e la mentalità: promuovere una cultura della sostenibilità, nell’ambito della quale il pensiero a lungo termine e il rispetto per l’ambiente siano valori fondamentali, può aiutare a cambiare la mentalità delle persone. Ma, come è comprensibile, tutto questo richiede tempo e sforzi continui. Tuttavia, è essenziale per un cambiamento duraturo.

7.si può parlare significativamente di sostenibilità solo nel contesto temporale e localizzativo di abbandono del PIL che è da considerarsi misura fuorviante del “successo” di un Paese. I Paesi stanno agendo ora utilizzando nuovi parametri, così come sollecitano Robert Costanza, Enrico Giovannini, Ida Kubiszewski ed altri in Development: Time fo leave GDP behind in Nature 505, 283-285 (2014)  .

Per concludere, non posso qui non ricordare l’importante ruolo svolto nel 2016 dall’ASVIS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) nel sottoporre all’attenzione della CRUI l’opportunità di promuovere una Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (RUS) al fine di favorire un processo di coordinamento e condivisione tra tutti quegli Atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale.

Infine, mi preme ricordare che dal 2010, tutte le Università, italiane e non, nelle quali il tema della sostenibilità è oggetto di impegno e iniziative ambientali, possono partecipare alla classifica annuale indetta dal prestigioso Green Metric (avviato appunto dal 2010 da Universitas Indonesia).

Gli indicatori utilizzati da questa importante istituzione per assegnare il punteggio finale valutano le misure adottate dalle università in vari ambiti della sostenibilità, tra cui la gestione e il riciclo dei rifiuti, la presenza di spazi verdi, l’impiego di energie rinnovabili, la promozione della mobilità sostenibile e l’attenzione alla produzione scientifica legata alle tematiche ambientali.

Certo che queste giornate di studio porteranno a fruttuosi risultati scientifici, auguri a tutti un buon proseguimento.