Crimea e sanzioni, ambasciatore in campo per aiutare le Pmi campane

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In foto Davide La Cecilia, ambasciatore d'Italia in Ucraina

L’ambasciatore italiano a Kiev, Davide la Cecilia, è stato convocato al Ministero degli Esteri ucraino che gli ha notificato una protesta per le affermazioni fatte da Matteo Salvini in un’intervista al Washington Post. Il ministro dell’interno  aveva giudicato legittima l’annessione della Crimea da parte della Russia e “una falsa rivoluzione” le manifestazioni che nel 2014 portarono al cambiamento ai vertici del potere. “Condanniamo la posizione del politico italiano come non basata su fatti reali e in contraddizione con i principi e le norme del diritto internazionale – si legge nella nota di Kiev – Per esprimere proteste e ricevere chiarificazioni da parte dell’Italia, il ministero degli Esteri ha invitato l’ambasciatore dell’Italia”. Alla domanda dell’intervistatrice: “Lei ha detto che la Russia aveva il diritto di annettersi la Crimea?”, Salvini ha risposto: “C’è stato un referendum”, difendendo poi la legittimità di quella consultazione e accusando “potenze straniere” di aver finanziato la “pseudo-rivoluzione” ucraina. Salvini ha poi aggiunto che “ci sono zone storicamente russe, con culture e tradizioni russe, che legittimamente appartengono alla Federazione Russa”. Eppure se vogliamo controllare la veridicità di queste affermazioni salta agli occhi come la Crimea, dal 1954 parte incontestata dell’Ucraina, è stata annessa dalla Russia tra febbraio e marzo 2014, subito dopo la Rivoluzione ucraina che aveva cacciato il presidente filo-russo Viktor Yanukovich.
A scatenare le proteste, in origine, era stata la decisione di Yanukovich di interrompere i negoziati in corso con la Ue che stavano portando Kiev ad avvicinarsi a Bruxelles. Il 27 febbraio truppe russe presero il controllo del Parlamento della Crimea e dei siti strategici della penisola, consentendo la nascita di un’amministrazione filo-russa della regione guidata da Sergey Valeryevich Aksyonov. Solo il 16 marzo, mentre la Crimea era dunque occupata, si è tenuto il referendum citato da Salvini dove i “sì” hanno vinto con quasi il 97% dei voti. Tornando sui libri di storia anche l’annessione dell’Austria alla Germania nazista fu approvata con un referendum il 10 aprile 1938, quando il paese era occupato dalle truppe di Hitler già da un mese. Lo strumento del referendum non può essere considerato di per sé sufficiente a mutare i confini geografici di un Paese. Molto dipende dalle modalità.         Al di là della posizione del Cremlino che considera alcuni territori storicamente ucraini due nuove province all’interno della Federazione Russa, diverse organizzazioni internazionali hanno condannato l’annessione della Crimea. Ricordiamo che proprio da qui nascono le famose sanzioni verso la Russia, contestate dalla Lega e che pesano sull’intera economia italiana . Sicuramente e’ la Campania a risentirne maggiormente se dobbiamo mettere assieme l’industria aerospaziale, l’agroalimentare e il Made in Italy in generale.