Crisi, col caro prezzi per 8 italiani su 10 cibi preparati in casa

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Il caro prezzi nel carrello e l’aumento dei costi della spesa che a settembre è cresciuto dell’11,5 % , spinge oltre 8 italiani su 10, ossia l’81%, a preparare in casa dalle conserve al pane, dalla pasta alla salsa di pomodoro per risparmiare e ridurre gli sprechi, ma anche per garantirsi un’alimentazione più genuina, naturale e al 100 % nazionale. È quanto emerge da una indagine Coldiretti-Ixè diffusa in occasione della festa dei Nonni al Villaggio Coldiretti di Milano, con i consigli per fronteggiare la crisi risparmiando a tavola senza rinunciare al gusto. In cima alla classifica dei prodotti più preparati dagli italiani in casa, si legge in una nota, c’è la pizza, seguita da pasta, salsa di pomodoro, pane, conserve e marmellate, ma sulla spinta del caro carrello c’è anche chi sceglie il fai da te anche per lo yogurt e il gelato. Se fare in casa la pizza consente di non rinunciare ad uno dei simboli del Made in Italy senza andare in pizzeria, con il prezzo della pasta rincarata del 25,8% nel giro di un anno, anche preparare tagliatelle, tortellini, lasagne o ravioli in casa è tornato di grande attualità di fronte ai rincari shock. Se in passato erano peraltro soprattutto i più anziani ad usare il matterello adesso – precisa la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani, grazie anche all’arrivo sul mercato di farine da grani antichi che consentono di portare in tavola un prodotto di alta qualità. Un’opportunità anche per fare in casa il pane, soprattutto dopo che il costo di panini e pagnotte non è mai stato così alto nell’Unione Europea. Ma l’inflazione spinge anche la preparazione delle conserve in casa, quella di pomodoro, gli ortaggi di stagione sott’olio e le marmellate. Riguardo a quest’ultime è possibile utilizzare frutta molto matura che, proprio per tale motivo – informa la Coldiretti – si può acquistare a cassette a prezzi convenienti, contribuendo ad evitare sprechi che quasi tre italiani su quattro (71%) si sono impegnati a ridurre o annullare nell’ultimo anno secondo lo studio presentato stamane a Milano.