La protesta dei cittadini dei Campi Flegrei contro la gestione dell’emergenza bradisismo è arrivata fino al porto di Pozzuoli, dove il corteo partito da piazza della Repubblica ha occupato la banchina principale dello scalo marittimo. La mobilitazione, nata dalla richiesta di interventi urgenti per la crisi idrica e per la sicurezza del territorio, è cresciuta nel corso della mattinata fino a coinvolgere circa un migliaio di persone.
I manifestanti hanno superato la prima linea di sbarramento delle forze dell’ordine e hanno raggiunto l’area portuale. In prima fila ci sono anziani, famiglie con bambini e persone con disabilità, alcune delle quali hanno accusato malori a causa delle alte temperature. Al momento non si registrano scontri: l’area resta presidiata da carabinieri e forze dell’ordine, mentre gli organizzatori della protesta stanno mantenendo il controllo del presidio per evitare tensioni e provocazioni.
Tra gli slogan scanditi durante il corteo, “Pozzuoli” e “vergogna”, mentre sui cartelli esposti dai cittadini si leggono messaggi come “fate presto” e “non siamo abusivi”. Le richieste riguardano la sicurezza degli edifici, la stabilità delle abitazioni colpite dagli effetti del bradisismo e soprattutto la continuità dei servizi essenziali, a partire dall’erogazione dell’acqua.
I cittadini: Vogliamo incontrare Piantedosi
La protesta punta ora a ottenere un confronto diretto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, atteso domani a Napoli. La leadership della mobilitazione ha ribadito la volontà di mantenere il presidio fino a quando non arriveranno garanzie sul ripristino dell’erogazione idrica e sulle misure destinate agli sfollati.
“Una protesta pacifica ma determinata”, spiegano gli organizzatori, che chiedono risposte immediate dopo i disagi vissuti dalla popolazione nelle aree interessate dall’emergenza.
La Uil Campania: Servono provvedimenti straordinari
Sulla situazione interviene anche la Uil Campania, che esprime solidarietà ai cittadini dei Campi Flegrei e chiede al Governo misure straordinarie per famiglie, lavoratori e imprese coinvolte.
“Le immagini delle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e la preoccupazione che continua a interessare migliaia di persone impongono una risposta immediata da parte dello Stato”, afferma il segretario generale della Uil Napoli e Campania Giovanni Sgambati.
Il sindacato chiede la sospensione della Tari, dell’Imu, delle cartelle esattoriali e degli adempimenti tributari per cittadini e imprese delle aree interessate dall’emergenza, estendendo le misure non solo agli immobili dichiarati inagibili ma anche a quelli che necessitano di interventi di messa in sicurezza dopo il sisma.
Tra le richieste anche la sospensione delle rate di mutui e prestiti da parte di banche e società finanziarie, senza costi aggiuntivi, per gli immobili danneggiati o interessati da lavori di sicurezza.
La Uil propone inoltre un fondo straordinario per finanziare gli interventi sugli edifici danneggiati, contributi per famiglie e condomìni e misure specifiche per le persone più fragili, tra cui anziani, persone con disabilità, non autosufficienti e nuclei familiari in condizioni di particolare vulnerabilità.
“La solidarietà è un valore fondamentale, ma oggi non basta – conclude Sgambati – servono risposte rapide, concrete ed efficaci per sostenere cittadini, lavoratori, imprese e fasce più deboli della popolazione”.





































