Crisi con la Francia, per il corpo diplomatico di Napoli non è un insuccesso

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In foto Catherine Colonna, ambasciatore di Francia in Italia

Lo hanno definito il nuovo caso diplomatico causato dal governo italiano; quello  della vicenda della nave Acquarius, a cui è stato negato di sbarcare in Italia i 629 migranti salvati da un naufragio. Il Presidente francese Emmanuel Macron in un comunicato aveva definito “Irresponsabile” e “cinica” la posizione dell’Italia sui migranti. La prima dichiarazione a saltare agli occhi e’ stata quella sul ruolo della diplomazia, dichiarata ormai ‘senza regole’ perché alle dichiarazioni del Presidente Francese si sono accompagnate altre definizioni del nostro Paese, che hanno toccato il popolo italiano eludendo non solo i margini del buon rapporto che da sempre abbiamo con la Francia, ma proprio i toni che non dovrebbero essere così radicali, specialmente quando si parla di volere una Europa unita e compatta. Il comunicato francese ha provocato la dura reazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, autore della decisione di non far attraccare l’Acquarius, e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in un comunicato afferma: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. Poi e’ arrivato l’annuncio che il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, aveva convocato l’ambasciatore francese Catherine Colonna, per chiarire la situazione. Grande risonanza hanno avuto le parole del Sindaco De Magistris che aveva dichiarato che Napoli era pronto ad accogliere i migranti, suscitando le reazioni di gran parte della popolazione: grande eco ha avuto in tale contesto la protesta degli abitanti del quartiere Vasto di Napoli, le cui condizioni di degrado sono ben note. Poi successivamente i toni si sono distesi ma non  quelli della gente, che si e’ divisa tra coloro che hanno giudicato negativamente la reazione del Sindaco e quelli che hanno twittato o digitato negli altri social ‘Viva la Spagna’, dimenticando subito non solo le necessità e i requisiti della democrazia, ma i sentimenti di amor patrio e di unità nazionale che non dovrebbero crollare in un secondo come castelli di sabbia. La diplomazia e’ a rischio quando da sola non basta a sedare gli animi tesi in campo internazionale, ma non quando viene scavalcata dalle dichiarazioni personali che non tengono conto di tutto quello che si realizza prima. Napoli e Parigi non sono mai state tanto vicine e questo e’ un concetto che si e’ ribadito a Napoli durante le feste organizzate dal Consolato Francese di Napoli presieduto dal Console Generale Jean-Paul Seytre; un legame alla cui base c’era la stessa necessità di mantenere un Consolato Generale a Napoli in un momento di smantellamento di molte sedi diplomatiche nel mondo. Quindi la diplomazia esce ancora a testa alta, ma non altrettanto lo si può dire delle istituzioni e del senso comune confuso della gente, perché dovrebbero entrambi tenere conto che si può guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma proprio i diplomatici francesi a Napoli hanno spesso ribadito che la comunanza con il nostro Paese nasce dalla storia e da tutto ciò che di buono essa ha saputo condividere con ambedue Nazioni.