Crollo del ponte, il monito del cardinale Sepe: Non si può morire per incuria

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In foto Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli

“Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, per inedia, perché questa è la vera violenza, è la violenza contro la persona, contro l’umanità”. Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante l’omelia dei funerali dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti nel crollo del ponte a Genova.
“Che cosa si può dire a un genitore che vive nel dolore della morte del figlio? – ha proseguito Sepe – C’è il loro rifiuto ad ogni tentativo di ragionamento. Solo la fede in Cristo morto e risorto può essere d’aiuto”. La lunga omelia è stata salutata con un lungo applauso dalle migliaia di persone che gremiscono la chiesa. “Antonio, Giovanni, Matteo e Gerardo – ha concluso l’arcivescovo – restano testimonianza viva di una violenza consumata non dal destino ma dalla mano dell’uomo che si sostituisce alla mano di Dio per i propri interessi, e diventano simbolo di rinascita se tutti sapremo uniformare i nostri ruoli e i nostri comportamenti a quell’etica della responsabilità che è parte fondamentale del vivere civile e religioso”.