Cultura, finanziamenti per i piccoli musei: 534mila euro e domande entro il 27 luglio

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Foto di Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay

La Direzione generale Musei del Ministero della Cultura ha pubblicato l’Avviso pubblico per il riparto del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei, previsto dall’articolo 1, comma 359, della legge 160/2019 e disciplinato dal decreto del ministro della Cultura n. 209 dell’11 maggio 2026. Le domande di contributo potranno essere presentate entro le ore 12 del 27 luglio esclusivamente attraverso il portale dei procedimenti del Ministero, previo accesso con SPID o Carta d’identità elettronica.

Per il 2026 il Fondo dispone di una dotazione complessiva di 534.573 euro, destinata ai musei regionali, provinciali, civici o privati gestiti da soggetti pubblici, enti del Terzo settore e organizzazioni non profit che non abbiano beneficiato, nell’ultimo triennio, di contributi o finanziamenti statali, compresi quelli assegnati con i decreti del 2023 e del 2024 dedicati ai piccoli musei. Le risorse saranno ripartite in parti uguali tra gli ammessi, con un contributo massimo di 15 mila euro per ciascun beneficiario.

L’Avviso definisce “piccolo museo” un’istituzione permanente aperta al pubblico, senza scopo di lucro e al servizio della società, che svolga attività di ricerca, conservazione, interpretazione ed esposizione del patrimonio materiale e immateriale e registri entrate annue non superiori a 50 mila euro, escluse quelle destinate alle spese per il personale. Tra i requisiti richiesti figurano inoltre la sede in Italia, uno statuto o regolamento che disciplini organizzazione e missione dell’ente, l’apertura al pubblico per almeno 24 ore settimanali, comprensive del sabato o della domenica, oppure per almeno 100 giorni l’anno nel caso di musei stagionali, lo svolgimento di iniziative rivolte alla comunità locale negli anni 2024 e 2025 e la presenza di almeno una pagina web o di un profilo social dedicato alla promozione del museo.

I contributi saranno assegnati sulla base di specifici progetti. Gli interventi potranno riguardare il miglioramento del funzionamento ordinario del museo, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’incremento della fruizione del patrimonio, l’adeguamento alle norme di sicurezza, il potenziamento delle attività di comunicazione e promozione – anche attraverso la realizzazione di un sito web – e la digitalizzazione delle collezioni, con la progettazione di podcast, percorsi espositivi e programmi di didattica telematica. I progetti dovranno essere realizzati entro un anno dall’erogazione del contributo e potranno beneficiare di un finanziamento massimo di 15 mila euro, Iva inclusa. Tra le spese ammissibili rientrano, tra le altre, lavori, acquisto di beni e servizi, progettazione, attrezzature, impianti, attività didattiche e culturali, eventi, studi e ricerche. Restano invece escluse le spese pagate in contanti, quelle relative a lavori in economia, le spese per il personale dipendente – salvo gli incentivi previsti dalla normativa – e le autofatturazioni. Le domande dovranno essere compilate e trasmesse esclusivamente tramite il portale dei procedimenti del Ministero.

Dopo la compilazione sarà necessario scaricare l’istanza e il progetto, sottoscriverli con firma digitale o autografa, ricaricarli sul portale e allegare la documentazione richiesta. La domanda sarà considerata validamente presentata soltanto al rilascio della ricevuta telematica. Non saranno ammesse istanze trasmesse con modalità diverse. Per i chiarimenti sarà possibile inviare quesiti entro le ore 12 del 17 luglio all’indirizzo dedicato della Direzione generale Musei; le risposte saranno pubblicate sotto forma di FAQ. L’Avviso prevede infine controlli amministrativi e contabili, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni e sulla regolare realizzazione dei progetti finanziati. In caso di documentazione non veritiera o di mancata attuazione degli interventi, il Direttore generale Musei potrà disporre la revoca del contributo e il recupero delle somme eventualmente erogate, fatti salvi gli ulteriori effetti previsti dalla legge.