Cur, atenei campani
Quintano nuovo presidente

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Parte con una grande novità il nuovo triennio accademico 2014-17 del Comitato Universitario Regionale della Campania, che raccoglie con funzioni di coordinamento e progettazione comune i Parte con una grande novità il nuovo triennio accademico 2014-17 del Comitato Universitario Regionale della Campania, che raccoglie con funzioni di coordinamento e progettazione comune i sette Atenei della Campania. Una nuova fase ‘costituente’, favorita anche dall’avvicendamento avvenuto nell’ultimo anno di ben cinque rettori su sette componenti, che servirà a riscrivere regolamento e funzioni del Cur per rendere il sistema formativo universitario campano sempre più efficace e sempre più competitivo a livello nazionale ed internazionale. Il compito di coordinare questo importante lavoro è stato affidato pro tempore al decano dei Rettori campani, Claudio Quintano, attualmente Rettore (fino al 2016) dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, scelto all’unanimità dai colleghi “per le sue doti di equilibrio, la sua lunga esperienza e la sua indiscussa competenza”. Quintano succede all’ex Rettore dell’Università “L’Orientale”, Lida Viganoni. Internazionalizzazione e Job Placement ma anche attenzione ai “diplomifici” E saranno tre le sfide principali del nuovo corso del Cur. Innanzitutto l’accrescimento del processo di internazionalizzazione del sistema universitario campano e il miglioramento del rapporto tra le Università e il mondo del lavoro e delle imprese per innalzare i livelli di placement dei laureati degli atenei campani. Ma anche, come anticipa Quintano “una maggiore attenzione ai rischi legati alla possibilità che si inseriscano nel sistema universitario campano “diplomifici” che carpiscano la fiducia dei giovani, distraendo risorse che le famiglie potrebbero adoperare più proficuamente”. Tre sfide importanti anche per arginare la fuga dei giovani studenti del Sud. “Gli ultimi dati sull’emigrazione degli studenti campani al Nord non più soltanto per cercare lavoro ma anche per la formazione universitaria – spiega Quintano – sono allarmanti ma soprattutto ingiustificati perché il livello del sistema universitario campano non ha nulla da invidiare ad altri territori, nei quali l’unico vantaggio è un sistema industriale che inevitabilmente favorisce il placement. Ed è per questo che un sempre maggior coordinamento tra i sette atenei campani ci servirà a mettere in campo nuove azioni di valorizzazione del legame tra istruzione e professioni che possano favorire un miglior inserimento dei nostri giovani nel sistema produttivo del territorio dove si sono formati”.