Cyber guerra, danni per 6 trilioni dollari: Italia paese più colpito

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Menichelli: “Nel 2023 il 40% attacchi hacker in più”

Roma, 20 feb. (askanews) – Sullo scacchiere geopolitico internazionale sono due le guerre che si combattono: quella tradizionale, che provoca la perdita di migliaia di vite umane ed ingenti danni economici, e quella cibernetica, silenziosa e nascosta, che minaccia l’economia di aziende e stati, bloccando i servizi fondamentali delle infrastrutture sensibili. Ed è l’Italia a subire le perdite maggiori – come evidenzia il Rapporto Clusit analizzando i primi sei mesi del 2023 – con un aumento del 40% di attacchi rispetto al resto del mondo, un dato ben 4 volte superiore all’incidenza globale. Negli ultimi 5 anni, la situazione è nettamente peggiorata: dal primo semestre 2018 al primo semestre 2023, la crescita è stata dell’86%, con una media di quasi 8 attacchi al giorno. I danni economici provocati dagli hacker sono esattamente il triplo di quelli generati dalla guerra che si combatte via aria, mare e terra: una cifra enorme, che l’analisi condotta da Cybersecurity Ventures stima, relativamente agli attacchi informatici del 2022, intorno ai 6 trilioni di dollari.Spiega Marco Menichelli, esperto in cybersicurezza e founder di Nevil, tech company nata in Italia nel 2018, che ha sviluppato Sauron, software dotato di intelligenza artificiale avanzata, che agisce come un esperto operatore di Cyber Difesa, analizzando in profondità il comportamento delle connessioni: “Il mondo sta vivendo un momento molto particolare per quanto riguarda gli attacchi informatici, abbiamo visto un incremento sostanziale degli attacchi andati a buon fine soprattutto in Italia con il 40% in più rispetto alla media mondiale e proprio perché viviamo un momento geopolitico molto particolare le aziende pubbliche e private devono dotarsi di sistemi avanzati di difesa. Quando diciamo avanzati – sottolinea – si intende dire che ogni giorno vanno trovate soluzioni nuove, ad oggi è diventata una partita a scacchi con dei terroristi che non sono armati di bombe ma di tastiera, mouse e computer che puntano a fermare interi paesi attaccando banche, ospedali, sistemi energetici e di approvvigionamento. Bisogna munire le infrastrutture critiche di sistemi avanzati e dotati di intelligenza artificiale perché non scordiamoci che nel mondo i danni dovuti agli attacchi informatici sono due volti superiori rispetto ai danni causati da una guerra tradizionale, parlando di danni economici inflitti ai paesi e tralasciando le perdite umane. Nevil lavora da tanti anni nel campo della ricerca e sviluppo, principalmente per progettare sistemi di difesa avanzati e ha sviluppato Sauron, software dotato di intelligenza artificiale avanzata. L’intelligenza artificiale è un must oggi perché viene utilizzata principalmente per gli attacchi e quindi va utilizzata anche per la difesa”.”Sauron – conclude Menichelli – è un sistema che nasce proprio per questo motivo è dotato di una psiche sintetica in grado di emulare i processi mentali di un esperto operatore informatico, quindi una persona che è a difesa delle infrastrutture informatiche, e lo fa molto bene perché è in grado di bloccare qualsiasi tipologia di attacco informatico analizzando tutte le connessioni di rete, facendo un’analisi dell’intenzione di ogni connessione ed è in grado di identificare in maniera precisa e puntuale ogni tipologia di attacco informatico tramite l’intelligenza artificiale”.