Da cellulare a smartpos: i dispositivi mobili sono sempre più intelligenti

12

Roma, 18 ott. (Labitalia) – La mobile industry (smartphone, tablet, accessori, wearable, dispositivi connessi, automotive ed ecostistema della consumer electronics) è il mercato più fiorente del mondo: dal semplice telefonino per chiamate e sms, siamo giunti a un livello di tecnologia fino a pochi anni fa solo immaginabile nei film. Riconoscimento facciale, intelligenza artificiale, pagamenti cashless, rilevazioni biometriche: mai come oggi lo smartphone è davvero intelligente e utile. A confermarlo in un’intervista a Labitalia Roberto Catanzaro, executive director, business development, digital & innovation, Nexi.

” -afferma- è stata una delle prime funzionalità apprezzate subito dai produttori di smartphone. Il concetto è molto semplice: un utente tipico, in particolar modo in Italia, passa gran parte della giornata, quasi tre ore al giorno, guardando lo smartphone. Momenti in cui, a volte, si deve procedere a fare dei pagamenti. Magari si sta in fila alla cassa e si guarda WhatsApp, così il ragionamento che hanno fatto i costruttori è stato ‘aggiungiamo al device delle funzionalità abbastanza avanzate che permettano di utilizzare lo smartphone anche per pagare e, eventualmente, anche per trasferire denaro tra persone e anche con gli esercenti’. La tecnologia è venuta incontro a questa possibilità da un lato dotando di smartphone di antenne NFC, di oggetti che permettono la comunicazione tra lo smartphone e un’apparecchiatura ricevente, dall’altra parte i fornitori di servizi di pagamento hanno fatto diventare i pos contactless, quindi permettendo il dialogo tra lo smartphone e il pos stesso”.

“Il merchant -sottolinea Catanzaro- nei pagamenti mobile innovativi ne beneficia in maniera molto semplice: il pagamento di questo tipo è molto più felice, riduce il tempo di coda che un merchant ha in negozio. In tutto questo lo smart pos è ancora di più, è un incrocio tra un pos, quindi un hardware dedicato a ricevere pagamenti e un tablet android, in ultimo device, ovviamente anche un touch screen che fa diverse cose: permette di pagare come un pos normale, materializza la ricevuta di pagamento”.

Infatti, “non c’è più lo scontrino di carta, ma lo invia via sms o per email, dove il cliente desidera e dona all’esercente un marketplus dove sviluppatori, molti stanno già collaborando con noi di Nexi, offrono la possibilità di scaricare applicazioni che aiutano le persone a gestire il negozio: registratori di cassa, capacità di gestire il marketing dall’interno del negozio, ricevere ordini e così via”.

“Oggi -chiarisce- e nel corso del prossimo anno con molta probabilità superiamo i 100. Quindi il concetto è passare da un pos che è un oggetto di pagamento a un datore di servizi che dà ancora più valore agli esercenti, dandogli in un unico device la possibilità di accettare i pagamenti e di gestire in maniera efficace, semplice e veloce il suo business”.

La tecnologia Nexi . “I millennials -ammette Roberto Catanzaro- fanno quasi tutto con il cellulare e nel mobile hanno davvero tutta la loro vita. Molto spesso però questi ragazzi-consumatori non hanno un mezzo di pagamento in conto corrente, non sono ‘banchizzati’. Come Nexi stiamo portando avanti il progetto Yap che, via app, offre la possibilità di pagare in tutti i negozi, comprare online e scambiare soldi con gli amici. E’ specificatamente disegnata proprio per offrire finalmente ai millennials un vero e proprio servizio di pagamento digitale”.

“Oggi è fondamentalmente semplicissimo -continua- , digitalizzarla all’interno dello smartphone e completare le operazioni di pagamento in negozio e, dove è possibile, anche on line, in maniera immediata. Nella maggior parte dei casi più veloce del pagamento fatto con la carta di plastica, ad esempio. Il motivo è molto semplice: quando abbiamo in mano lo smartphone autentichiamo la nostra identità e, quindi, autorizziamo il pagamento, usando le funzionalità biometriche di cui gli smartphone sono dotati: le impronte digitali ad esempio”.

Ma non è finita qui, “dobbiamo sempre di più lasciare entrare lo smartphone nel mondo dei pagamenti. Quello che probabilmente accadrà è che, nei prossimi anni, autorizzeremo gli acquisti che facciamo on line utilizzando il mobile come mezzo di identificazione della nostra identità”.