Da Doha a Cardiff e Barcellona, un ‘triplete’ di cerimonie made in Italy firmate da Filmmaster Events

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Roma, 22 giu. (AdnKronos) – “Il calcio è lo sport più importante del mondo, noi da una parte ci ‘dilettiamo’ con le Olimpiadi, che sono il più grande evento sportivo, ma dall’altra una serie di circostanze ci hanno portato in 20 giorni a creare tre Show unici, in tre paesi diversi, con il comune denominatore del calcio, un ‘triplete’, usando una metafora calcistica”. Andrea Varnier, Ceo Filmmaster Events, definisce ‘triplete’ l’organizzazione di tre grandi eventi calcistici in meno di un mese.

Dopo il successo dell’inaugurazione del Khalifa Stadium a Doha, il primo stadio pronto per i Mondiali 2022 in Qatar, la società italiana ha organizzato il grande opening della finale di Champions League a Cardiff tra Real Madrid e Juventus e infine la celebrazione del FC Barcellona per i 25 anni dalla prima Champions conquistata dal ‘Dream Team’ di Johan Cruyff. “Dal punto di vista logistico l’evento di Doha, a causa delle distanze e della cultura, è stato il più complicato. Inoltre, come per quello di Barcellona, è stato organizzato in pochissimo tempo, visto che siamo stati coinvolti molto a ridosso dell’evento. Per tre anni consecutivi abbiamo prodotto la finale di Champions che ha avuto una programmazione nota e rispetto a Doha e Barcellona, anche se il progetto si è evoluto negli ultimi tre anni, è stato il più regolare e con la maggiore visibilità”, ha aggiunto il Ceo di Filmmaster Events all’Adnkronos.

“La storia della finale di Champions è molto interessante. La Uefa ha una visione innovativa in questo senso data l’importanza che la finale riveste a livello mondiale. Si è cercato, pur mantenendo una identità calcistica molto forte, di prendere ispirazione da altri eventi che mischiano lo sport allo spettacolo, primo fra tutti il ‘metà tempo’ del Superbowl. Il calcio ha altre regole, è stato deciso di inserire questo show prima della finale ma con una serie di limitazioni; per la Uefa i giocatori, la partita e il campo sono sacri, quindi l’evoluzione e il percorso ci ha portato a produrre una cerimonia che fosse spettacolare ma che preservasse la sacralità del rito calcistico”.

“Dal primo anno in cui abbiamo esordito con un evento più semplice, si è arrivati a introdurre una star internazionale e quest’anno, un palco più grande degli effetti scenografici con big della musica come protagonisti. La cerimonia della Champions è diventata un format che ha una sua forza e spero che ci diano la chance di continuare a farlo”, ha proseguito Varnier sottolineando che le star dell’evento “vengono scelte dallo sponsor”.

Cerimonie di questo tipo hanno costi importanti ma non paragonabili a quelli dei Giochi Olimpici. “Sono valori significativi ma ancora lontani dall’importanza delle cerimonie olimpiche, un evento davvero unico nel suo genere. Il momento clou della Champions è la partita e noi siamo a supporto dell’evento”.

Il Ceo di Filmmaster Events sulla cerimonia di Barcellona ha detto che “è stata una bellissima sorpresa, l’esperienza che abbiamo acquisito a livello internazionale ha fatto si che il Barcellona abbia richiesto la nostra creatività e professionalità per celebrare il loro importante anniversario. Un motivo di orgoglio per noi. Anche qui c’era una partita e quando noi lavoriamo con il calcio siamo sempre una appendice, spettacolare, gioiosa, festosa, anche emozionante di un evento che è principalmente sportivo”.

Ma la cerimonia più strategica in prospettiva futura è stata quella in Qatar. “L’importanza di Doha deriva dal fatto che è stato il primo stadio ad essere inaugurato, in un percorso che porterà al Mondiale di calcio del 2022. Il rapporto con il comitato organizzatore e la Federcalcio Qatarina è ormai stabilito e abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di fare la prima apertura, che è stata un grande successo. Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio e torneremo a Doha all’inizio di luglio per pianificare i prossimi passi, ci sono ancora sette stadi da inaugurare, la Confederations Cup e i Mondiali del 2022”.

I problemi tra il Qatar e i Paesi del Golfo? “Il nostro evento è capitato pochissimi giorni prima che ci fosse il blocco, sono ovviamente notizie non piacevoli perché creano incertezze, difficoltà logistiche e complicazioni”, ha spiegato Varnier. “I nostri interlocutori in Qatar sono ottimisti ma è ovvio che monitoriamo la situazione da vicino. Abbiamo una sede a Dubai, che è anche una base di supporto logistico sulla quale non possiamo al momento fare affidamento a causa dell’embargo tra Doha e gli Emirati”.

Passando invece alla Champions League, il Ceo della società italiana ha spiegato: “ll nostro accordo triennale con la Uefa è terminato; dopo le cerimonie di Berlino, Milano e Cardiff, e stiamo pianificando i prossimi passi. Ci farebbe molto piacere poter continuare esperienza con loro perché abbiamo seguito fin dall’inizio l’evoluzione di questo tipo di show”.