Dagli aerei radar ai Boeing
Un affare da mezzo miliardo

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Accordo tra la società di Lettieri e Alenia: ecco il polo internazionale della manutenzione Quartiere generale a Capodichino, le altre officine a Roma e Venezia. I dettagli del progetto Gianni Accordo tra la società di Lettieri e Alenia: ecco il polo internazionale della manutenzione Quartiere generale a Capodichino, le altre officine a Roma e Venezia. I dettagli del progetto La manutenzione delle principali compagnie aeree si farà a Napoli. È il risultato della joint venture tra Alenia Aermacchi, gruppo Finmeccanica, e Atitech, la società che fa capo all’imprenditore napoletano Gianni Lettieri. Il quartiere generale sarà a Capodichino, dove già operano i due partner e dove, secondo quanto si apprende direttamente da Lettieri “Atitech si occuperà anche della manutenzione degli Atr”. Il progetto, che nasce in effetti nel 2010 quando l’ex presidente dell’Unione Industriali di Napoli intuisce le potenzialità della manutenzione aeronautica, prevede peraltro il trasferimento ad Atitech del polo di Tessera, a Venezia, dove finiscono gli aerei radar Awacs per tutti gli interventi necessari. Del piano fa parte anche Fiumicino. Presso l’aeroporto internazionale di Roma, infatti, Atitech gestisce uno stabilimento di manutenzione che di recente ottiene la commessa per tutti i velivoli di Alitalia-Etihad. Lettieri non si sbilancia sulle cifre. “Parliamo di milioni di euro ma allo stato attuale è difficile effettuare una quantificazione”, dice. In realtà gli esperti del settore sostengono che il giro d’affari del polo internazionale della manutenzione targato Alenia-Atitech ha un valore non inferiore al mezzo miliardo di euro e può generare un indotto di 300 milioni di euro. Ma chi comanda nella joint venture? “Atitech – si affretta a precisare Lettieri – governance e decisioni sono nostre mentre Alenia nell’affare mette gli stabilimenti di sua proprietà e il know how di sua competenza”. Il progetto parte da lontano, da una sorta di benedizione dell’allora Governo guidato da Silvio Berlusconi. Siamo nel 2010 e Atitech viene considerata quasi un rottame. “Io invece in questa avventura ci credo – ricorda Lettieri – presento il progetto e ottengo addirittura l’appoggio di diversi imprenditori. Nasce una cordata che, nelle intenzioni iniziali, deve investire 12 milioni di euro per lanciare il polo della manutenzione”. Tutti, però, si sfilano dall’iniziativa e Lettieri resta solo. “Ma non mi abbatto – rivela – e vado avanti con il piano che adesso, come si può vedere, ottiene una dimensione internazionale”. E dà lavoro, nell’immediato, a un centinaio di giovani che vengono assunti nelle aziende dell’indotto, quelle che hanno contratti in essere con Atitech e che si stanno già attrezzando nella previsione di un aumento del lavoro. “Nel giro di un paio d’anni procederemo anche con le assunzioni dirette, che dovranno portare la dotazione del nostro organico ad almeno mille unità”. Per il resto tutto dipende dal mercato, dalle commesse, dalla forza che Atitech riesce a sviluppare. Di sicuro quello della manutenzione aeronautica è un business in continua crescita, un affare per chi ha deciso di puntarci quando il settore era considerato non di primo piano.


Radiografia dell’Hub Joint Venture Alenia Aermacchi e Atitech Occupati 750 Assunzioni previste 200 Giro d’affari stimato 500 milioni di euro Indotto stimato 300 milioni di euro Poli gestiti Capodichino/Napoli per gli Atr Fiumicino/Roma per Alitalia-Etihad Tessera/Venezia per Awacs