Dai banchi di scuola al San Carlo, danza al Liceo Pascal di Pompei

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Proprio quando in Italia le scuole pubbliche fanno i conti con le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, ed ancora si avvertono forti gli strascichi della famigerata Buona Scuola renziana, salta all’occhio l’altra faccia della buona politica scolastica del Liceo Pascal di Pompei diretta da Fiorenzo Gargiulo. E dunque il territorio vesuviano riscopre nell’ultimo triennio la vocazione artistica della sua gente, accorsa numerosa nelle fila dell’istituzione scolastica di Viale Unità d’Italia fino ad accrescerne la presenza coreutica in seno al corpus di indirizzi già in essere. E così tra le varie occasioni ed opportunità promosse nella bagarre scolastica di questi ultimi tempi, non sfugge all’occhio critico il fare rassicurante e propositivo del dirigente scolastico Fiorenzo Gargiulo che, lasciati momentaneamente gli uffici di Presidenza per una rappresentazione di balletto al Teatro di San Carlo, si propone cicerone ad hoc per entrare nei meandri del virtuoso liceo, spiegandoci le ragioni del successo annunciato di quest’ultimo biennio. “La nostra offerta formativa punta ad una preparazione liceale che, da un lato,  consente l’approccio alla danza e soprattutto alla cultura del mondo coreutico, e dall’altro, a dare una formazione scolastica completa che consentirà ai ragazzi di scegliere liberamente se proseguire con l’alta formazione presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma o con qualsiasi altra esperienza universitaria. E’ in questo clima che l’esperienza del Liceo coreutico Pascal ha dato l’opportunità, in questi tre anni, di avviare ragazzi e ragazze alla conoscenza di un mondo che non è  legato solo ad un’attività fisica: oltre le lezioni di tecnica della danza classica e contemporanea e i laboratori coreutici e coreografici, i ragazzi approcciano lo studio della storia della danza, storia della musica, teoria e pratica musicale, imparando che i rapporti fra l’arte della danza, l’arte della musica, correnti artistiche pittoriche, sociali e storiche sono strettamente connessi nella cultura di ogni paese”.

In questi primi tre anni, l’indirizzo coreutico del Liceo Pascal ha consentito diversi tipi di esperienze ai ragazzi che hanno approfondito le proprie conoscenze sviluppando anche un diverso punto di vista su un’arte che si apre a future figure professionali, come lo storico della danza, il critico teatrale, l’insegnante stesso, il coreografo o altre attività che orbitano nel circuito di produzione e organizzazione di spettacoli ed eventi. Inoltre le performances durante l’anno scolastico (come i saggi di fine anno o in occasione della presentazione del libro “Questa scuola non è un albergo” di Pino Imperatore) hanno dato l’opportunità ai ragazzi, soprattutto quelli che incontravano la danza per la prima volta con il liceo, di esprimersi nelle forme e nei luoghi del mondo professionale, quale il teatro Mattiello di Pompei, dove sono andati in scena i saggi finali dei primi due anni. Parole che si fondano inevitabilmente con il palcoscenico e con le sbarre delle sale scolastiche cui andranno incontro i tanti allievi che si sono contesi i pochi posti disponibili per il prossimo anno scolastico.

Del resto lo stesso dirigente ha lasciato intendere che non mancheranno novità nell’offerta formativa, sempre più aderente con l’esigente e variegato mondo del lavoro coreutico. In questi termini ci piace sottolineare la partecipazione fattiva degli alunni del triennio del Liceo Pascal, nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro, con il Teatro di San Carlo di Napoli per un primissimo approccio dei giovani talenti con il mondo del lavoro di cui, in queste ultime settimane, si registra una crescente tensione per via della chiusura del corpo di ballo del Teatro dell’Arena di Verona, seguita a quella dell’omologa compagnia del Maggio Musicale Fiorentino. Non ci resta che sostenere la caparbietà delle istituzioni pubbliche virtuose come il Liceo Pascal nella valorizzazione e promozione dell’arte coreutica, espressione di un territorio in grande fermento come quello di Pompei.