Dai Borbone a de Magistris: il Venezuela celebra 167 anni del Consolato a Napoli

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In foto Luigi de Magistris e Esquia Rubín de Celis Nuñez, console del Venezuela a Napoli

La cornice è quella elegante della Sala Rari presso la Biblioteca Nazionale di Napoli dove si celebra il 163° anniversario del Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli. Tra gli intervenuti per l’occasione ci sono Julian Isaias Rodriguez Diaz, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e la nuova Console Generale nella città partenopea Esquia Rubín de Celis Nuñez. L’evento è stato accompagnato da letture drammatizzate sulla vita e l’opera di “El Libertador” Simon Bolivar, e della sua liberatrice “Manuela Saenz”, estratti dalle loro lettere d’amore e dal ‘Diario di Paita’, con l’interpretazione degli attori Cinzia Mirabella e Paolo Gentile, accompagnati dalla musica della pianista Giuliana Palma. La presenza della missione diplomatica in quel di Napoli è antica. Risale a un’epoca in cui la città era la capitale del vecchio Regno delle Due Sicilie. Vista la congiuntura internazionale dove il Venezuela si trova a subire gli assalti statunitensi diretti a porre fine all’esperienza della Rivoluzione Bolivariana ed appropriarsi delle immense risorse naturali di cui dispone Caracas, l’occasione è stata propizia per illustrare ai presenti la realtà che vive il paese depurata dalle fake news propalate dal mainstream e presentare la nuova Console Generale.
Nel suo discorso la diplomatica bolivariana ha affermato: «In questo momento le nostre fonti di ricchezza, e il fatto che attraverso il progetto bolivariano siano state destinate al servizio del popolo, ha provocato il violento attacco dell’imperialismo, con la violazione più flagrante delle norme fondamentali del Diritto Internazionale, come sono l’autodeterminazione dei popoli, la sovranità e la non ingerenza negli affari interni. L’egemonia di coloro che credono di possedere il mondo di fronte alla sovranità di un paese e di un popolo». L’ambasciatore venezuelano Julian Isaias Rodriguez Diaz ha dapprima compiuto un excursus storico per poi affrontare l’attualità: «Devo informarvi che da agosto 2017 a dicembre 2018 le perdite per l’economia venezuelana sono state di 23 miliardi e 230 milioni di dollari. Devo annunciare, allo stesso tempo, che il valore degli attivi del Venezuela che sono stati congelati è di 30 miliardi di dollari. Devo informarvi, inoltre, che la Euroclear, nel 2017, ha trattenuto 1.650 milioni di dollari destinati all’acquisto di medicine, una banca inglese si è indebitamente appropriata di 31 tonnellate d‘oro e che, per l’energia venduta al Brasile, la Banca Wells Fargo ha trattenuto pagamenti pari a 7,5 milioni di dollari». Questo accade perché «Gli imperatori di oggi, hanno messo in atto una serie di misure contro il Venezuela rompendo il rispetto per le relazioni diplomatiche. Vengono seminati dei precedenti che perturbano l’intero pianeta. Viene promosso il discredito delle istituzioni.  Così, mostrano la decadenza di un modello che non è più in grado di imporsi perché si è esaurito, sconcertando persino la democrazia borghese. Contemplano tutte le opzioni per distruggere il Venezuela, il suo popolo e il suo governo. Non si fermano davanti al crimine o all’omicidio. Uno dei loro funzionari ha dichiarato testualmente: “Nicolás Maduro deve capire che la sua uscita potrebbe essere un proiettile in fronte… e noi abbiamo questa capacità”.
Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha sottolineato che ogni interferenza esterna sulle questioni interne del Venezuela è da rigettare: «Io non ho mai sopportato le interferenze straniere nei confronti dell’autodeterminazione dei popoli, per me vale l’autodeterminazione, il popolo decide e scrive la storia della sua terra, e per questo che il popolo deve decidere quale sarà il suo destino». Alcuni governi hanno riconosciuto e ricevuto le lettere credenziali di ambasciatori che non esistono. A che tipo di follia siamo arrivati e a che tipo di follia sono stati condotti! La situazione è grave. Lo Statuto di Roma, vigente dal 2002, è stato di fatto invalidato. Si può agire internazionalmente con totale impunità. Accusano il governo del Venezuela di produrre la crisi economica, commettere violazioni dei diritti umani, frodi elettorali.  Si afferma che la sua popolazione muore di fame o per mancanza di farmaci, ma non dicono che questa situazione è il risultato di un piano implacabile, messo in pratica attraverso blocchi, aggressioni economiche e diplomatiche e campagne mediatiche basate su falsità».