Dal Cis al Cira, l’Italia riparte dalla Campania

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L’Italia che riparte sceglie di farlo dalla Campania. Eccellenze della logistica, della ricerca, dell’industria hitech e di quella tradizionale scandiscono la L’Italia che riparte sceglie di farlo dalla Campania. Eccellenze della logistica, della ricerca, dell’industria hitech e di quella tradizionale scandiscono la prima tappa del “Viaggio nell’Italia che riparte” intrapreso dall’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà con l’obiettivo di recuperare un deficit di consapevolezza su quanto di buono c’è già nel tessuto produttivo e riavviare di qui l’intero sistema paese. Guidato dai due coordinatori Raffaello Vignali (Ncd) e Guglielmo Vaccaro (Pd), l’Intergruppo (che può contare su circa trecento deputati di quasi tutti gli schieramenti politici) girerà il paese da Nord a Sud, anzi: da Sud a Nord, in concomitanza del semestre europeo a guida italiana, per presentare il prossimo 13 dicembre un disegno di legge “nato dal basso”, frutto delle singole proposte raccolte sul territorio. In una due giorni fitta di incontri (lunedì 14 e martedì 15 luglio), accompagnata dal Denaro, la delegazione dell’Intergruppo composta, oltre che da Vaccaro e Vignali, anche da Cristina Bargero (Pd), Vincenza Bruno Bossio (Pd), Cosimo Latronico (Fi), Alessandro Pagano (Ncd), Guglielmo Epifani (Pd), Francesco Sanna (Pd), Angelica Saggese (Pd), Edmondo Cirielli (FdI) e Camilla Sgambato (Pd), visita nella prima giornata – dedicata alla logistica – l’Autorità portuale di Napoli, il terminal crocieristico della Stazione marittima e quello per container del Co.Na.Te.Co, il Cis Interporto e il Vulcano Buono di Nola, per incontrare al termine nel pomeriggio un ricco parterre di imprenditori dei comparti Industria, Metalmeccanica, Ict e Logistica nel corso della tavola rotonda “La Campania che compete nell’Innovazione” organizzata presso l’Unione industriale di Napoli. Tradizione e ricerca avanzata sono invece i vettori della seconda giornata, che vede l’Intergruppo dapprima impegnato ad Angri con il mondo dell’industria conserviera presso la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari e, nel pomeriggio, al Cira di Capua per toccare con mano uno dei pochi hub italiani dove, tra satelliti e tunnel di sperimentazione che neanche la Nasa, davvero si costruisce il futuro. “Realtà come queste – dichiarano Vignali e Vaccaro – sono l’esempio della capacita del Paese di guardare al domani e di creare sistemi capaci di rispondere alle sfide della competitività. Noi siamo qui come Intergruppo per conoscere e far conoscere queste eccellenze ma anche per mettere la politica concretamente al servizio di queste realtà”. Prima tappa Il porto di Napoli È lo scalo partenopeo ad aprire il tour dell’Intergruppo. Il commissario dell’autorità portuale Francesco Karrer analizza le potenzialità dello snodo logistico all’indomani dell’ok definitivo da parte di Bruxelles al Grande progetto che vale 154 milioni di euro. “A breve – spiega Karrer – emetteremo i primi bandi per circa 50 milioni di euro con l’obiettivo di terminare il maggior numero di lavori per la funzionalità e la sostenibilità ambientale del porto entro fine 2015”. Punti critici: ritardo nel dragaggio dei fondali, necessità di svincolare il piano regolatore da criteri urbanistici in direzione di un hub logistico di importanza strategica. Seconda tappa Stazione marittima Subito dopo l’autorità portuale ci si sposta presso il terminal della Stazione Marittima, dove il direttore generale Bruno Russo illustra le due più importanti attività di business del polo, quella commerciale, aperta ai crocieristi, e quella congressuale. “Dopo la Mostra d’Oltremare siamo il più importante della città e non appena apriranno la metro di Piazza Municipio, moltiplicheremo i nostri traffici”. Il terminal è l’unico in Europa a offrire la possibilità agli armatori di avere nove escursioni diverse. Ma ci sono anche delle criticità: su 1,2 milioni di passeggeri l’anno la metà non segue itinerari cittadini. “Come aprire i rubinetti e buttare l’acqua”, chiude Russo. Terza tappa Co.Na.Te.Co I rappresentanti dell’Intergruppo effettuano un sopralluogo nell’head quarter di CoNaTeCo, il più grande terminal container del porto partenopeo compartecipato al 50 per cento dal colosso cinese Cosco e dalla campana Msc, che ha da poco annunciato investimenti per 200 milioni di euro per 500 nuove assunzioni (da aggiungersi ai 400 posti di lavoro attuali). Punti critici: dragaggio e burocrazia. “Ora serve – sottolinea l’amministratore delegato Pasquale Legora De Feouna volta e per tutte, il dragaggio del porto per l’ingresso delle navi e il riempimento della darsena di Levante per la realizzazione del nuovo Terminal, che il mio gruppo attende da 10 anni”. Quarta tappa Cis e il Vulcano Buono Da Napoli a Nola per un giro nel più importante centro servizi per imprese e polo commerciale d’Europa: il Distretto Cis-Interporto, che con 1.000 aziende, 9.000 addetti, 15 milioni di visitatori all’anno e un indotto di oltre 40.000 occupati è stato designato da Bankitalia “come una delle aree più rappresentative del tessuto produttivo campano” spiega il responsabile delle relazioni esterne del Cis Daniele Trosino. Un polo del terziario avanzato dove si integrano tutte le fasi della filiera logistica-distributiva, da quello ai trasporti a quello alle aziende ed alle persone. Bankitalia ha stimato che solo il Distretto produce il 13 per cento dell’intero Pil della Campania. Quinta tappa Palazzo Partanna Riflettori accesi sulla logistica il pomeriggio nel corso della tavola rotonda “La Campania che compete nell’Innovazione” organizzata dall’Intergruppo presso l’Unione Indutriali di Napoli con i comparti industria, metalmeccanica, Ict e Logistica. Più di trenta accorati interventi da parte degli imprenditori volti a sottolineare i punti di forza e i colli di bottiglia di un sistema spesso inceppato su dettagli. Argomento sul quale interviene anche il numero uno di Palazzo Partanna, Ambrogio Prezioso, che evidenzia la “contraddittorietà logica che c’è tra lo spirito del Grande Progetto e i vincoli datati dell’aera portuale a criteri di risanamento ambientale”. Sesta tappa Industria Conserviera di Angri Il primo step della seconda giornata è la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, istituto all’avanguardia nella certificazione della sicurezza alimentare nato nel 1992, punto di riferimento delle decine di imprese dell’industria conserviera del pomodoro. A snocciolare i dati del comparto è Antonio Ferraioli, presidente Anicav e amministratore delegato della Doria. “A fronte del crollo di fatturato di altri settori, noi siamo cresciuto l’ultimo anno dell’8,4 per cento. Eppure – aggiunge – non sono soddisfatto. L’italian sounding vale 60 miliardi di euro rispetto ai 30 che effettivamente fatturiamo”. Il problema? Troppa burocrazia e l’incapacità di fare rete. Settima tappa Cira di Capua È alla sede del Cira di Capua l’ultima tappa della due giorni del tour promosso dall’Intergruppo Sussidiarietà. Carlo Russo, responsabile dell’ufficio commerciale, riceve la delegazione al posto del presidente Luigi Carrino impegnato alla Farnborough per la più importante fiera di settore. “La struttura ha oggi 354 dipendenti, ma puntiamo a 400 assunti entro i prossimi due anni. Il Cira – spiega Russo – è la punta di diamante di un settore che in Campania occupa circa 19mila addetti e riesce a intercettare risorse sul mercato per quasi 50 milioni di euro di euro l’anno. Solo l’anno scorso abbiamo fatto un utle di 9 milioni di euro, interamente reinvestiti in ricerca”.


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