Dal drink al mare, stop alle cannucce

33

Roma, 1 mar. – (AdnKronos) – Cinquecento anni: è il tempo necessario a smaltire una sola cannuccia di plastica, quella che utilizziamo per pochi minuti per bere ma destinata invece a restare nell’ambiente per un tempo lunghissimo e che in Europa figura tra i primi 5 rifiuti raccolti sulle coste.

In tutto il mondo si utilizzano più di un miliardo di cannucce al giorno; solo negli Stati Uniti, secondo i dati della Plastic Pollution Coalition, ogni giorno se ne consumano 500 milioni; a Londra, circa 2 miliardi l’anno tanto che l’Evening Standard ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere ai produttori di metterle al bando o trovare soluzioni eco sostenibili entro il 2018.

E ora anche l’associazione italiana Marevivo, dopo aver vinto la battaglia condotta su microplastiche e cotton fioc, ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione per ridurre l’uso delle cannucce in plastica monouso e chiede a tutti gli esercenti, bar e ristoranti, di smettere di distribuirle ai clienti, di non inserirle automaticamente nelle bevande e di spiegare ai consumatori perché è importante rinunciare ad usarle. E prevedere alternative ecologiche in carta, vetro, acciaio o bambù.

Già nel Regno Unito tantissime catene di pub, bar e ristoranti hanno rinunciato alla cannucce tradizionali in plastica preferendo quelle ecologiche. Marriott International, l’aeroporto di London City, Eurostar sono tra le ultime aziende che hanno aderito. E per volere della Regina Elisabetta, le cannucce in plastica saranno bandite dalle proprietà reali, nei ristoratori interni di Buckingham Palace, del Castello di Windsor e del Palazzo di Holyroodhouse. Lo stesso nei caffè, bar e mensa del Parlamento scozzese e anche il Museo di storia naturale di Londra ha deciso di eliminarne l’uso.

In generale, le plastiche monouso, come le cannucce, si utilizzano soltanto una volta, per pochi minuti, e in molti casi finiscono nei nostri oceani, dove resteranno per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci, entrando nella nostra catena alimentare. Nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe è stata trovata plastica nello stomaco come dimostrano le ricerche citate dallo Strawless Ocean Movement.

“La plastica usa e getta negli ultimi anni ci ha invaso, è ovunque, è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Si è trasformata in un mostro invisibile – spiega Rosalba Giugni, presidente di Marevivo – e non ci siamo resi conto dei danni devastanti che stava causando alla fauna marina e al suo habitat. Le cannucce entrano nelle narici delle tartarughe e nell’esofago degli animali. Abbiamo così deciso di lanciare questa campagna perché le abitudini dell’uomo non possono sempre avere ripercussioni sugli animali e l’ambiente, soprattutto quando esistono valide alternative per evitarle”.

La campagna punta anche a sensibilizzare i cittadini che possono fare a meno della cannuccia in plastica e chiedere che il locale non le usi più spiegandone le ragioni e consigliando di optare per quelle biodegradabili. Inoltre, tutti i cittadini interessati potranno partecipare alla giornate di pulizia delle spiagge e alle foci dei fiumi che saranno organizzate da Marevivo.