Dal piccolo e povero Molise al successo: Aldo Patriciello, una storia americana (in Italia)

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Pubblichiamo la presentazione di Alfonso Ruffo del libro di Aldo Patriciello
“Passo dopo passo” (edito dalla Fondazione Vincenzo e Mimosa Patriciello)


di Alfonso Ruffo

Quella di Aldo Patriciello potrebbe essere una storia americana: il successo conseguito dietro tanta tenacia e passione. Invece è una storia italiana. E questo ne accresce il merito perché non è scontato che da noi l’impegno paghi e ci sia riconosciuto. Per arrivare alla meta occorre lavorare tanto e bene. E avere una visione alla quale restare fedeli anche e forse soprattutto nei momenti più difficili. Quando è forte la voglia di smettere di lottare e arrendersi.
L’intreccio delle tre trame che hanno tessuto e tessono la vita di Aldo – familiare, imprenditoriale, politica – offre un racconto avvincente. Tutto affonda le radici nella solida cultura contadina della quale Patriciello è imbevuto come dimostra la consapevolezza che per raccogliere occorre prima aver seminato. E che nulla di duraturo si può ottenere senza studio e fatica. Insegnamenti che gli vengono da genitori e nonni ancorati alla tradizione ma golosi di futuro.
Cresciuto in un ambiente modesto e decoroso con tanti fratelli attorno a ricordargli che nella vita occorre saper condividere, Aldo eredita dal padre l’intraprendenza del piccolo fornitore di manodopera che diventa imprenditore grazie alla conoscenza del campo in cui opera – quello delle costruzioni di strade –, della puntualità con la quale esegue i suoi lavori, dell’onestà che lo rende subito diverso dai tanti avventurieri che popolano l’Italia del primo Dopoguerra.
Cercare sempre nuove soluzioni, battere con coraggio sentieri inesplorati senza lasciarsi impigrire dal confort di volta in volta raggiunto – in una parola, innovare – è la condizione di spirito che consente ad Aldo di fare due salti in alto che lo porteranno a fondare uno dei più importanti Istituti di ricerca medica del Paese e a diventare prima apprezzato amministratore locale e poi tra i più dinamici europarlamentari che l’Italia può vantare con record di presenze a Bruxelles.
Sarebbe stato difficile anche partendo da una grande città e da economie sviluppate. Figurarsi dal piccolo e povero Molise, arretrato per definizione e distante da tutti i centri che contano. Maggiore la distanza, maggiore la forza d’animo che occorre mettere per superare il divario. E maggiore l’intelligenza – pratica, sana, veloce – che Aldo possiede in quantità non comune come tutti quelli che lo conoscono o per qualche motivo hanno avuto a che fare con lui ammettono.
Le pagine che seguono sono edificanti per tutti quei giovani che sognano di conquistare un posto in società ma che smarriscono la volontà di fronte ai primi ostacoli o demordono prim’ancora di provare a saltarli. L’ascensore sociale, è vero, da noi è lento e spesso fuori uso. Non è per tutti, però. Funziona per chi mostra di meritare di salirci sopra. Certo, bisogna possedere e sviluppare molte qualità tra cui non ultima l’umiltà. Ma alla fine del viaggio il premio arriva.