Dalle accise sulla benzina all’Irpef: ecco le dieci tasse più odiate dagli italiani

75

Quali sono le  imposte più odiate dagli italiani?  Adesso lo sappiamo grazie allo studio  effettuato da Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it (Associazione Contribuenti Italiani-Aps) condotto attraverso Lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia, intervistati telefonicamente nella prima settimana di giugno. Le top ten 2022 delle tasse meno sopportate dagli italiani è questa: 

  1. Accise su benzina, energia elettrica e metano
  2. Tassa di soggiorno
  3. Canone Rai
  4. IVA
  5. Bollo auto
  6. IMU/TASI/TARI/TARES
  7. Ticket sanitari
  8. Contributi consorzi di bonifica
  9. Irap
  10. Irpef

Come si evidenzia nella classifica, la tassa più invisa è quella delle accise su benzina, energia elettrica e metano che quest’anno hanno fatto lievitare sensibilmente il costo del carburante e di tutte le bollette elettriche e gas.
Al secondo posto si colloca la tassa di soggiorno percepita dai Comuni. Dal sondaggio è emerso che tre cittadini su quattro ritengono che la tassa imposta sia illegittima per i cittadini italiani che sono i più tartassati in Europa.
Al terzo posto si piazza il Canone Rai, che è risultato anche l’imposta più evasa. Dal sondaggio è emerso che due cittadini su tre pensano che il Canone Rai sia un “abbonamento annuale” e non una tassa.
Al quarto posto si colloca l’IVA che, con l’aliquota ordinaria al 22%, supera tutti gli altri principali paesi europei come il Lussemburgo al 17%, Malta al 18% la Germania, Romania e Cipro al 19%. Ma ciò che i Contribuenti trovano più assurdo è la differenziazione di aliquota tra Pannolini e Pannoloni, Carrozzine e Carrozzelle.
In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell’applicazione dell’IVA sulle accise presente sull’acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica.
Mantiene il quinto posto il sempre verde “bollo auto”. Molti cittadini pensano che sia un’imposta desueta al pari del Canone Rai.
In generale le imposte più odiate sono quelle indirette, che si pagano senza tener conto del reddito pro capite e quelle che incidono sul consumo.0
Se, infatti, sembra logico da parte dei cittadini partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto ai redditi percepiti durante l’anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale.
Nel 2022 solo 2 cittadini su 10 capiscono perché pagano le tasse, infatti solo 8 su 10 si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria sprecona, troppo burocratizzata che viola ripetutamente i diritti dei Contribuenti.
Ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale, che nel 2022 è cresciuta del 7,6% – considerando anche l’evasione derivante dall’economia criminale –  raggiungendo la cifra astronomica di 180,8 miliardi di euro all’anno, sono gli sprechi di denaro della pubblica amministrazione, la sua inefficienza, la scarsa qualità dei servizi offerti, le violazioni allo statuto dei diritti del Contribuente, i mancati rimborsi fiscali, il fisco lunare e l’inefficacia delle esattorie che rendono superfluo gran parte del lavoro fatto nella lotta all’evasione fiscale dalla Guardia di Finanza e dalle Amministrazioni finanziarie. Gli Agenti della riscossione, ogni anno, riscuotono per gli enti impositori, meno del 10% di quanto accertato.
Solo l’Italia vanta un magazzino di imposte non riscosse pari a 1100 MLD formatosi in 22 anni di crediti non riscossi oramai non più esigibili se non mediante l’uso delle Cartelle Pazze.
Dallo studio emerge anche che l’Italia è il più grande paese europeo con maggiore percentuale di frodi fiscali rispetto al PIL: su 100 euro di reddito dichiarato sfuggono al fisco ben 38,3 euro.
Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è al primo posto (38,2% del reddito non dichiarato), seguita da Romania (37,3%), Bulgaria (35,2%), Estonia (33,5%) e Slovacchia (32,6%).
In Italia i principali evasori sono gli industriali (33,4%), seguiti da bancari e assicurativi (30,8%), commercianti (11,6%), artigiani (9,3%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%), dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%).
Perché si evade? Dall’indagine di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani è emerso che il 42% dei Contribuenti evade per l’insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati dallo Stato a fronte dell’alto prelievo fiscale, il 29% per la complessità delle norme (fisco lunare) ed il mancato rispetto dei diritti dei Contribuenti, il 19% per mancanza di risorse finanziarie e solo il 10% perché non crede più nello stato sociale.
Inoltre, l’86,3% degli intervistati ritiene che il nostro sistema fiscale favorisca l’evasione. Un cancro che per il 66,8% degli italiani è da estirpare, risposta che presenta punte del 71,4% al Sud e del 68,2% al Centro.
“Per combattere l’evasione fiscale – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – bisogna riformare il fisco italiano introducendo la tax compliance, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici e sopratutto eliminato gli sprechi della pubblica amministrazione. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dalle grandi imprese italiane. Fino a quando non migliorerà l’efficienza dell’amministrazione finanziaria e si taglieranno le spese della pubblica amministrazione, il governo avrà bisogno di far cassa ad ogni costo, incassando i soldi “pochi, maledetti e subito” attraverso nuovi e preannunciati condoni fiscali. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto”.