Dalla dieta mediterranea alla Reggia Mission colombiana a Caserta

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Dalla mozzarella di bufala alla Reggia di Caserta, dalla dieta mediterranea alle tecniche di coltivazione del terreno. Finiscono nel “mirino” del Dalla mozzarella di bufala alla Reggia di Caserta, dalla dieta mediterranea alle tecniche di coltivazione del terreno. Finiscono nel “mirino” del governo colombiano le ricchezze culturali ed enogastronomiche e le competenze del Casertano. Questa mattina l’ambasciatore in Italia Juan Sebastian Betancur e il console Antonio Maione hanno infatti incontrato a Caserta il presidente dell’Osservatorio per la Dieta mediterranea (organismo previsto dalla legge di tutela della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco) Vito Amendolara per gettare le basi di una futura collaborazione che esporti nel Paese dell’America Latina, negli ultimi anni tra quelli che vantano il maggiore tasso di crescita annuo del Pil (tra il 4-5%), il “know how casertano” in settori diversi. La mission dei colombiani – I diplomatici colombiani hanno così visitato la Reggia di Caserta, per apprendere le metodologie di tutela di un bene culturale cosi’ importante, si sono poi spostati a Presenzano presso un’azienda zootecnica che alleva le bufale campane e produce la mozzarella dop, ma hanno soprattutto voluto conoscere i segreti della dieta mediterranea e delle riconosciute capacità di prevenzione e cura di malattie spesso legate al benessere. “Ho consegnato ai rappresentanti del Governo colombiano – spiega Amendolara – un Memorandum sulla cui base la prossima settimana gli organismi tecnici di Ambasciata e Osservatorio stileranno un calendario delle mostre e dei workshop che effettueremo nei prossimi mesi, in vista anche dell’Expo 2015, sia in Colombia che in Campania. Pensiamo di inviare li’ i nostri medici perche’ spieghino ai colleghi colombiani il positivo impatto sulla salute che ha la nostra dieta“. Saranno organizzate reciproche visite di siti Unesco. “Sarà un interscambio culturale ed economico che arricchira’ entrambi le parti“, conclude Amendolara.