Dalla Fed nessuna sorpresa: Dow Jones e S&P 500 chiudono in leggero calo, Tokyo scivola (Nikkei 225 -1,13%), guadagna solo Sydney (+0,31%)

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Il punto della mattinata. Il Ftse Mib segna -0,42%, il Ftse Italia All-Share -0,42%, il Ftse Italia Mid Cap -0,52%, il Ftse Italia Star -0,08%.

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta all’insegna della debolezza. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,4% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,5%. Sopra la parità il Cac40 di Parigi (+0,1%).
In Spagna, il Ministero dell’Occupazione ha reso noto che nel secondo trimestre 2016 il tasso di disoccupazione è sceso al 20% dal 21% della rilevazione precedente.

Sul fronte societario Credit Suisse +2%. La banca svizzera ha registrato nel secondo trimestre un utile di 170 milioni di franchi. Gli analisti avevano previsto una perdita di 302 milioni.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,2-0,3 per cento. 
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,12%, Nasdaq Composite +0,58%, Dow Jones Industrial -0,01%.

Tokyo in rosso con l’indice Nikkei 225 che chiude a -1,13% dopo il +1,72% di ieri. Borse cinesi incerte: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,09%, a Hong Kong l’Hang Seng segna -0,5% circa.

Euro in netto recupero sul dollaro dopo il FOMC di ieri sera, tocca il massimo dal 15 luglio. EUR/USD al momento tratta a 1,1110 circa.

Mercati obbligazionari eurozona in rialzo. Il rendimento del Bund decennale cede 3 bp a -0,08%, quello del BTP cede 2 bp all’1,22%. Lo spread sale di 1 bp a 130.

Forex

A conclusione del meeting del Fomc, ieri sera, la Fed ha scritto che, “nel breve termine, sono diminuiti i rischi per le prospettive economiche,” fornendo anche una valutazione migliore del mercato occupazionale dopo i forti dati sulle buste paga di giugno.  Ma nonostante il ritocco in positivo del testo del comunicato il dollaro USA si è indebolito contro gran parte delle valute G10.

Il biglietto verde ha ceduto l’1,20% contro lo yen giapponese, scendendo a 104,50, nonostante il piano del governo giapponese di intervenire con stimoli fiscali per 265 mila miliardi di USD. Le aspettative di forti stimoli monetari dalla BoJ sono molto elevate. E, tuttavia, non si può escludere un diverso orientamento. Gli analisti consigliano cautela, dunque. Anche perché l’opinione più diffusa è che qualsiasi cosa farà la BoJ, comunque non sarà abbastanza e che lo JPY riprenderà il suo rally.  

Nella notte le valute legate alle materie prime hanno compiuto un rimbalzo, perché gli investitori hanno iniziato a cercare divise dai rendimenti più elevati dopo il deludente comunicato del FOMC. Il dollaro australiano ha tratto vantaggio dalla debolezza del biglietto verde, salendo dello 0,48% e portandosi a 0,7525. Anche il dollaro neozelandese ha trovato richieste migliori, la coppia NZD/USD è balzata dello 0,36%, a 0,71.

Borse asiatiche
Dopo la seduta contrastata di Wall Street mercoledì (dei tre principali indici Usa solo il Nasdaq ha chiuso in positivo, guadagnando lo 0,58%), alla riapertura dei mercati l’Asia si è mossa prevalentemente in negativo appesantita da Tokyo. Gli investitori puntano lo sguardo sul meeting di due giorni della Bank of Japan e sulle misure che l’istituto centrale comunicherà venerdì.

Mercoledì la stampa nipponica ha riportato dichiarazioni del premier Shinzo Abe, secondo cui il nuovo piano di stimolo dovrebbe ammontare a 28.000 miliardi di yen (241 miliardi di euro). Intanto la Federal Reserve ha lasciato come previsto invariati i tassi d’interesse ribadendo il suo approccio a un graduale aumento, nonostante abbia riconosciuto che i rischi per l’economia sono diminuiti. Il risultato è stato un ulteriore indebolimento del dollaro.

Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle dieci altre principali monete, è in calo dello 0,30% dopo avere perso lo 0,40% nelle due precedenti sedute. Lo yen ha invece recuperato il terreno perso mercoledì e questo ha contribuito alla performance negativa di Tokyo. A fine seduta il Nikkei 225 ha perso l’1,13% (performance simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dell’1,11%). A Seoul, il Kospi ha invece limitato allo 0,20% il suo declino.

La seduta è complessivamente di tono negativo per l’Asia ma le perdite degli altri listini sono più ridotte rispetto a Tokyo. Non a caso l’indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, è anche temporaneamente salito ai massimi dall’agosto dello scorso anno. Dopo il sell-off di mercoledì, a circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi limitano il declino allo 0,20-0,30% mentre è intorno allo 0,70% la flessione dello Shenzhen Composite.

Allineata a Shanghai è anche la performance di Hong Kong, con l’Hang Seng che perde circa lo 0,30% (performance peggiore per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino dello 0,70%). Sul fronte delle materie prime, nichel e rame rimbalzano di ben oltre l’1% a Londra, mentre anche i corsi del greggio sono in tono positivo.

E questo sostiene i titoli legati alle materie prime a Sydney: Bhp Billiton sfiora un progresso dell’1% nonostante il colosso minerario abbia comunicato che i suoi profitti d’esercizio potrebbero essere erosi di oltre 1 miliardo di dollari a causa dei costi legati al disastro avvenuto lo scorso autunno in Brasile. E l’S&P/ASX 200 segna un progresso dello 0,31% al termine della seduta.

Borsa Usa
La Borsa di New York ha chiuso la seduta mista. Il Dow Jones ha perso lo 0,01%, l’S&P 500 lo 0,12% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,58%.

La Fed, in linea con le attese, ha confermato i tassi nel range 0,25-0,50%.

A giugno gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un decremento del 4% su base mensile dopo il calo del 2,8% rilevato a maggio. L’indice “core” è diminuito dello 0,5% su base mensile, dal -0,4% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono diminuiti dello 0,2% su base mensile.

L’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un incremento inferiore alle attese nel mese di giugno, pari allo 0,2% m/m, dopo la flessione pari al 3,7% rilevata a maggio. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari all’1,9% mese su mese. L’indice è salito a 111 punti dai 110,8 punti di maggio. Su base annuale l’indice ha evidenziato un incremento dell’1,0% a/a.

I dati macro attesi oggi
Giovedì 28 Luglio 2016

08:00 GB Indice Nationwide (prezzi abitazioni) lug;

09:00 SPA tasso di disoccupazione trim2;

09:55 GER Variazione n° disoccupati lug;

09:55 GER Tasso di disoccupazione lug;

10:00 ITA Indice salari contrattuali giu;

11:00 EUR Indice fiducia economica lug;

11:00 EUR Indice fiducia industria lug;

11:00 EUR Indice fiducia servizi lug;

11:00 EUR Indice fiducia consumatori (finale) lug;

14:00 GER Inflazione (preliminare) lug;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

14:30 USA Bilancia commerciale (preliminare) giu.