Dalla mela di Newton alle startup: come Cambridge continua a rivoluzionare il mondo

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Foto di summer kwak da Pixabay

dal sito antonio.prigiobbo.it

Cambridge guida con accademia, imprenditorialità e venture capital il progresso tecnologico in Europa.
Spesso ci chiediamo quale sia il contributo delle università nel creare economia, innovare le imprese e migliorare la società. Questo concetto, noto come la “terza missione”, è spesso discusso e interpretato in modi diversi da docenti e università. Certamente, l’università svolge un ruolo chiave nella formazione, ma è anche vero che se guardiamo alle startup e scaleup americane, molte storie di CEO e manager di successo includono persone che non hanno trovato nell’università lo spazio giusto per il loro talento, spesso non convenzionale e limitato dai percorsi universitari. Da Steve Jobs a Mark Zuckerberg, gli esempi sono innumerevoli. Quindi, l’università è o non è un incubatore della nuova economia rispetto a quella tradizionale? La risposta è complessa e valida per entrambi gli opposti. Ecco in che modo l’università è particolarmente fondamentale e indispensabile per startup e imprese: il deep tech (e non solo ovviamente).

Il motore dell’Università

Le Università spingono l’innovazione Deep Tech, Cambridge in Prima Linea. La scorsa settimana, Dealroom.co ha pubblicato un rapporto rivoluzionario che mette in luce il ruolo cruciale delle università nella creazione di aziende deep tech e nel generare valore economico associato. L’analisi approfondita dell’ecosistema di Cambridge, Inghilterra, ha rivelato risultati straordinari.

Cos’è la Deep Tech? Per Deep Tech si intendono nuove scoperte scientifiche o ingegneristiche che vengono applicate per la prima volta in prodotti e aziende, rappresentando l’avanguardia dell’innovazione tecnologica.

Regno Unito al Vertice in Europa: Il Regno Unito guida l’Europa per il valore generato dalle sue università, tenendo conto di brevetti, finanziamenti di venture capital, aziende “unicorno” e valore complessivo. La Germania è seconda, seguita dalla Svizzera.

Ecosistema di Cambridge: L’Università di Cambridge e l’area circostante si classificano al terzo posto a livello globale, dopo Boston, per la produzione di scoperte scientifiche e ingegneristiche trasformate in prodotti e aziende. Questo è particolarmente notevole considerando che Cambridge è una città di soli 150.000 abitanti. Trascorrere del tempo a Cambridge significa incontrare continuamente persone impegnate in nuovi progetti—una fonte costante di ispirazione! Con l’Università di Oxford al quinto posto, il Regno Unito ha due dei principali poli di innovazione mondiale tra i primi cinque per la produzione di tecnologie rivoluzionarie.

Efficienza Economica di Cambridge: Cambridge rappresenta il 18% del valore complessivo dell’ecosistema tecnologico del Regno Unito, utilizzando solo il 3% dei finanziamenti necessari. Questo risultato sorprendente dimostra l’incredibile potenziale quando accademia, imprenditorialità e capitale di rischio convergono. Esempio lampante è Wayve, che ha recentemente raccolto un miliardo di dollari e ha origine dall’Università di Cambridge, pur avendo ora sede a Londra. Cambridge è un centro di innovazione estremamente efficiente in termini di capitale, producendo oltre 16,9 dollari di valore per ogni dollaro di investimento VC.

Primato Europeo di Cambridge: Cambridge è l’università numero uno in Europa per la produzione di spinout di valore, evidenziando un robusto pipeline di innovazione. ETH Zürich, invece, guida per volume di spinout. [Proprio la stessa università che, con una mela anziché con un libro, ha cambiato la storia grazie a Isaac Newton]

L’Evoluzione del Venture Capital Globale

Ho fatto un po’ di tempo fa un’analisi che qui mostra come il panorama del venture capital sia cambiato e stia cambiando rapidamente, sfruttando le diverse opportunità dei mercati internazionali. Questo fenomeno è strettamente legato alla capacità delle università di generare talenti e alle politiche di sviluppo che attraggono questi talenti in specifici territori.

Dati Chiave del Venture Capital Globale

2013 2023
Stati Uniti: 73%
Europa: 12%
Asia: 8%
America Latina: 8%
Medio Oriente e Africa: 4%
Stati Uniti: 56%
Europa: 20%
Asia: 22%
America Latina: 4%
Medio Oriente e Africa: 2%
Evoluzione del Venture Capital in 10 anni 

Questi dati evidenziano un cambiamento significativo nella distribuzione del venture capital, con un aumento del peso di Europa e Asia.

Questo riflette la crescente capacità di queste regioni di attrarre e sviluppare talenti grazie alle loro politiche di sviluppo e alle opportunità offerte.

Tuttavia, persiste un problema in alcune aree dove esistono buone università ma poche opportunità (o rallentamenti politici) limitando il pieno potenziale di crescita e innovazione. Basti pensare al problema del mezzogiorno d’Italia, ma anche di tutta Italia e dei suoi Talenti in fuga.

Cambiare la Narrazione: Nonostante il predominio delle università statunitensi nella produzione di startup, grazie a una maggiore propensione al rischio, ora è il momento ideale per cambiare questa narrativa in Europa. È fondamentale offrire alla prossima generazione le migliori possibilità di successo, guidando e sostenendo nuove opportunità.
Meglio agire per cambiare le cose… che lamentarsi dello status quo o lo startups quo?!