Dalla padella alla brace

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Se a Sidney non fosse avvenuto l’ennesimo fatto di sangue, compiuto da personaggi di difficile esatta collocazione nel campo delle turpitudini umane, oggi sarebbe stata la classica giornata di preparazione per quanto si dovrá fare domani a Berlino. Il riferimento va alla riunione – pasticciata già da alcuni giorni – di figure non di primo piano, deputate a dibattere il destino dell’Ucraina. Esse discuteranno, purtroppo inutilmente, di come smussare gli angoli tra le ipotesi di Trump e quelle di Putin, per poter aggiungere alle stesse altre proposte, al fine di arrivare a aggiungere la parola fine all’eccidio e alla distruzione. Purtroppo gli stessi, allo stato, continuano la loro marcia sempre in crescendo, con grave disagio anche per gli alleati dei due belligeranti. Si può concludere che attualmente non è nei programmi di Putin nessuna ipotesi di un cessate il fuoco, e ciò va, purtroppo, a corroborare l’ipotesi che il conflitto continui a crescere. Il Cremlino, comportandosi così, va contro ogni possibilità di aprire almeno una pista verso una tregua, seppure temporanea. Stando così le cose, è più che probabile che domani il summit di Berlino finirà in qualcosa che ricorda da vicino una gita fuori porta già sperimentata, con la sola variazione che molti partecipanti saranno stranieri. Non si può tralasciare di ricordare come si esprimerebbe in merito la saggezza contadina:” Chi veramente vuole (raggiungere un risultato), si reca di persona dove se ne discute. Chi non lo vuole realmente, ma nda (uno in sua vece). Quindi ancora un giorno a aspettare che giunga la sera di domani.