Dall’Accademia tanti suggerimenti per coinvolgere il visitatore

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Accademia delle Belle Arti. A Napoli, a Brera, ovunque nel mondo. Il riferimento narrativo è sempre quello di un luogo un po’ alternativo, dove si studiano arti come disegno e pittura e chissàcosaltro, insomma un luogo dove non è chiaro se e quanto si faccia, ma si sa le cose artistiche sono così. E invece no. La formazione in campi come la moda, la pittura e le arti applicate è dura, serissima ed è profondamente legata ad azioni reali, ad esecuzioni tangibili delle quali gli studenti esercitano una pratica costante, quotidiana. In particolare pittura e scultura hanno il privilegio di poter usufruire di opere di grandi artisti le cui realizzazioni, raccolte all’interno della struttura scolastica, si offrono, come modello, allo studio pratico degli allievi che così imparano I modi di questo o quel grande dell’arte. L’Accademia di Napoli, così come quelle di altre città, ha fatto della propria raccolta d’arte un Museo messo a disposizione di tutti durante I giorni feriali della settimana. Allo scopo didattico dei grandi modelli artistici offerti agli studenti è così affiancato quello espositivo e conservativo. Uno sguardo approfondito, dal punto di vista della gestione, bisogna riservarlo alla Gipsoteca, dove vengono conservate le riproduzioni non solo in gesso, e facciamolo un peccato di vanità da liceo classico ricordando che in greco antico gypsos significa “gesso”, ma anche di statue in bronzo, marmo e terracotta. Lo schema espositivo studiato è molto interessante in quanto per favorire lo studio delle opere da parte degli allievi si è adottata una distribuzione dei materiali per temi e tipologie, finalizzata alla creazione di suggestioni suggerite dal confronto e dalla comparazione. Il tutto mentre il visitatore dell’esposizione gira tra le opere. Una condizione che potrebbe essere ideale: gli allievi studiano, i turisti osservano le opere e chi le studia e sono invogliati a trovare negli oggetti esposti le ragioni dell’interesse degli allievi. Magnifico. Impossibile trovare visitatori che passeggiano senza interesse tra le opere. La trasmissione di emozioni da queste ultime all’osservatore, avvenuta con la mediazione degli allievi, della loro attenzione e delle evocazioni che essi cercano di cogliere e imprimere ai loro elaborati di studio, potrebbe essere determinante per il successo di qualsiasi esposizione. Troppe volte nei musei o alle mostre si assiste ad un passeggio tra le opere il cui fine sembra solo quello di giungere alla fine di un percorso per poter dire al mondo il fatidico “ io c’ero”. In un momento nel quale studiosi di sociologia del turismo cominciano ad ipotizzare lo sgonfiarsi di una bolla turistica dovuta a tutto tranne che a opportune politiche, correggere senza grandi spese i modi con i quali Musei e mostre si offrono al pubblico può fare la differenza. La Gipsoteca dell’Accademia a Napoli continua a suggerire: molte sculture sono su basi rotanti e mobili (in parte recuperate, in parte rifatte tenendo presente l’antico modello) per permettere spostamenti e posizionamenti diversi, giustificati anche da fini didattici. Gli spazi sono scenografici: il centro delle sale è vuoto, per consentire in prima istanza ai giovani artisti di poter disegnare e studiare, di poter spostare i calchi a seconda delle diverse esigenze. Vedere un allievo che si muove intorno ad un opera perso nella sua ricerca stilistica non può che suscitare la curiosità della ricerca anche in chi non è strutturato per farla. I Musei di molti paesi nord europei usano spesso attori che fingendosi studiosi finiscono per interloquire con il visitatore per spiegare tecniche d’esecuzione e ragioni stilistiche. Sfruttare la forza viva di chi studia le opere esposte non solo apre agli studenti il mondo del confronto e della critica esterni alla didattica, ma suscita interesse nel visitatore che ricorderà sempre l’esperienza vissuta e cercherà di ritrovarla nel tempo ed in altri luoghi espositivi. Poter stabilire con la scuola d’Arte un rapporto che conduca i giovani studenti nei musei cittadini può servire non solo a migliorare l’offerta scolastica per gli studenti d’arte, ma anche a favorire la qualità delle visite senza gravami economici sul biglietto d’ingresso.