Dalle merci ai dati: la nuova era della globalizzazione

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in foto Adam Smith

Dalla prima rivoluzione industriale in avanti lo scambio internazionale di beni fisici con l’istituzione di un sistema di libertà del commercio caldeggiato da Adam Smith ha avuto un peso crescente nei conti economici di una nazione. Con l’affermarsi delle catene di fornitura su scala mondiale, la produzione di beni fisici ha spinto la mobilità planetaria delle cose e, con esse, delle persone. Il secolo ventesimo si è chiuso e il nuovo è iniziato con un paesaggio aperto sull’economia globalizzata. La rivoluzione digitale avviata nel secolo trascorso potrebbe mutare lo scenario. Caratteristica della globalizzazione dei primi anni del 21mo secolo, le catene di fornitura globale di beni fisici verrebbero soppiantate dal commercio di dati in presenza di progressi significativi nella stampa just-in-time a 3D, vale a dire nella realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale. Con l’intelligenza artificiale (IA) che pare tesa ad affermarsi come una tecnologia di uso generale, l’adozione della stampa 3D ingrandirebbe l’impronta locale della produzione, riducendo così la necessità di spedire componenti e merci oltre confine.

I tempi di un siffatto mutamento sono dettati dal grado di priorità assegnato agli investimenti in IA. Allo stato attuale, si osserva un marcato divario tra gli Usa e la Cina, da un lato, e, dall’altro, l’Europa, che avrebbe privilegiato la protezione dei dati rispetto agli investimenti in IA. Il rapporto sull’indice di IA dell’Università di Stanford (2019) mostra che americani e cinesi coprano la gran parte degli investimenti privati in IA fatti nel mondo. Segue, distanziato, il Regno Unito, e ancora più giù si trovano Francia e Germania con il resto dei paesi dell’Unione Europea. La ricaduta della rivoluzione digitale sul PIL è un allarme per la cultura europea che vede tanti tra i differenti attori economici così compiaciuti nel restare avvinghiati alla mentalità analogica da non accorgersi del cambiamento in corso.

piero.formica@gmail.com