Dalle start up alle reti: 180 mln contro la crisi

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Cosa succede in Campania alla ripresa delle attività produttive dopo la pausa estiva? E quali prospettive dobbiamo attenderci a medio e lungo termine? I dati fotografano una situazione complicata che rischia Cosa succede in Campania alla ripresa delle attività produttive dopo la pausa estiva? E quali prospettive dobbiamo attenderci a medio e lungo termine? I dati fotografano una situazione complicata che rischia di diventare disastrosa. Seicento aziende in crisi e a rischio chiusura nell’immediato, 35mila persone in cassa integrazione su un totale nazionale di mezzo milione (con la Campania regione record nel Mezzogiorno), fondi per gli ammortizzatori sociali insufficienti perché per chiudere il 2014 senza problemi, oltre ai 200 milioni già investiti dalla Regione, ne servirebbero altri cento. Non solo. La disoccupazione continua a crescere e raggiunge, in Campania, quota 21,5 per cento a fronte di un dato nazionale del 12,2 e meridionale del 19,7. E in questo quadro Napoli sta peggio di tutte perché qui i senza lavoro sono il 25,8 per cento. Più di uno su quattro. E i giovani da dove ripartono? Nella fascia d’età tra 15 e 24 anni i disoccupati campani sono il 51,1 per cento, con punte del 56 per cento a Napoli, a fronte di una media nazionale vicina al 46 per cento. E’ un quadro da autunno caldo quello che si prospetta. Uno scenario a fronte del quale la Regione Campania si sta attrezzando con una mobilitazione straordinaria dei fondi strutturali destinati allo sviluppo. Tra settembre e ottobre saranno lanciati bandi (alcuni in verità già partiti, ma pronti a essere rifinanziati per soddisfare le domande in “overbooking”) per circa 180 milioni di euro. E allora via all’accelerazione della spesa con aiuti alle start up, reti di imprese e due new entry: il rafforzamento patrimoniale delle Pmi e il “tranched cover”. E ancora: misure anticicliche per 30 milioni di euro tra supporto all’export, consolidamento passività a breve, minibond. Infine, la misura più attesa: il marketing per la Terra dei Fuochi, con un budget da 50 milioni di euro tra piani di comunicazione e programmi di innovazione tecnologica, commerciale e produttiva. Regista delle operazioni sarà “Sviluppo Campania”, partecipata della Regione Campania che si occuperà dell’intera gestione degli strumenti finanziari a supporto delle imprese, a seguito del processo in fase avanzata di accorpamento avviato per le società che fanno capo a Palazzo Santa Lucia. Ma vediamo nel dettaglio quali sono questi strumenti destinati a dare ossigeno all’asfittica economia dell’ex Terra Felix. Start up Il primo fronte, già attivato lo scorso 29 maggio con un bando da 30 milioni di euro che scadrà il prossimo 30 settembre, è quello delle start up che punta a favorire la nascita di nuove imprese sul territorio campano, formate in prevalenza da giovani under 35 e donne, mediante la concessione di finanziamenti a tasso agevolato da restituire in 7 anni con un periodo di differimento di 24 mesi. Il bando finanzia programmi di investimento di importo compreso tra un minimo di 25mila euro e un massimo di 250mila a copertura del 100 per cento del programma di investimenti ammissibile. Su questa voce la Regione ha appostato un budget complessivo di 56,8 milioni di euro: le risorse non ancora messe a bando (circa 27 milioni di euro) potrebbero andare a finanziare domande ammissibili ma non coperte dai fondi attualmente messi sul piatto. E’, infatti, possibile che le richieste superino di gran lunga le aspettative: “Ad oggi ne sono arrivate già più di mille – spiega Fulvio Martusciello, consigliere alle Attività produttive e allo Sviluppo del presidente Stefano Caldoro. Abbiamo lanciato una sfida ai giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e questa sfida è stata ampiamente raccolta: l’alta adesione all’avviso pubblico è un successo incoraggiante per la ripresa della nostra economia. Un successo caratterizzato, oltre che dal dinamismo e dalla propositività delle nostre imprese, anche dalla capacità della Giunta Caldoro di programmare interventi strategici di rilancio”. Reti di imprese A partire dal prossimo 15 settembre sarà poi già possibile registrarsi all’apposita sezione del portale Sviluppo Campania per partecipare al bando da 10 milioni di euro lanciato dalla Regione a sostegno delle reti di imprese. Sul piatto ci sono finanziamenti a tasso agevolato di importo compreso tra un minimo di 100.000 euro e un massimo di un milione per favorire la capacità innovativa e la competitività delle Pmi della regione. Per essere ammessa ai contributi la rete dovrà essere costituita da almeno tre imprese, una delle quali attiva da almeno tre anni e con un fatturato minimo nei tre esercizi precedenti pari a 2 milioni di euro. Il bando resterà aperto dalle 10 del 22 settembre e fino al 30 novembre 2014. Tranched cover Partirà entro l’autunno anche la misura della “copertura del rischio”, che prevede una dotazione complessiva di 6 milioni di euro. Beneficiarie sono le Pmi che operano nei settori manifatturiero, servizi ed edilizia con portafogli omogenei di crediti non agevolmente smobilizzabili. I fondi verranno destinati per un terzo al settore edile e due terzi al manifatturiero e servizi. La “tranched cover” consiste nell’erogazione di garanzie alle imprese, al fine di ottenere finanziamenti dalle banche. Non interviene sulla singola azienda, ma su aggregati di più imprese (portafogli creditizi), all’interno dei quali sono presenti aziende con un diverso livello di “rating”. Rafforzamento patrimoniale Pmi Stessi tempi di apertura dei bandi anche per il rafforzamento patrimoniale: sul piatto ci sono risorse per 18 milioni di euro destinati alle Pmi con programmi di investimento ad elevato contenuto innovativo. La tipologia di finanziamento consiste nella sottoscrizione di capitale di rischio o prestiti partecipativi anche in forma mista. Misure anticicliche La delibera sulle misure anticicliche e salvaguardia dell’occupazione, nata da una riprogrammazione dei fondi Pac (Piano azione e coesione), può contare su una dotazione complessiva si 150 milioni di euro. L’azione prevede, attraverso l’attivazione di un Fondo ad hoc gestito da Sviluppo Campania, tre macro interventi. Già lo scorso dicembre sono stati stanziati i primi 30 milioni di euro ripartiti in tre linee di intervento. Per export e consolidamento delle passività a breve i bandi partiranno entro l’autunno. Supporto all’export La prima prevede un budget di 15 milioni di euro per il supporto all’internazionalizzazione. Ne potranno beneficiare le imprese, in particolare Pmi, impegnate in processi di orientamento verso l’estero. In ballo ci sono finanziamenti a tasso agevolato, rimborsabili in 5 anni con 6 mesi di preammortamento, finalizzati al supporto agli investimenti materiali e immateriali, analisi di mercato e piani di espansione geografica. Sono ammessi a finanziamento anche i programmi di cooperazione internazionale nell’ambito di iniziative finalizzate alla ricerca e sviluppo industriale, scientifico, tecnologico e innovativo attuate in condivisione tra imprese campane e aziende, enti di ricerca e organizzazione di altri Paesi. Consolidamento passività a breve Su questa voce sono stanziati 10 milioni di euro destinati alle aziende interessate al consolidamento dei debiti a breve o alla rimodulazione finanziaria. E’ prevista la concessione di garanzie per il consolidamento di debiti a breve e medio termine a favore del rafforzamento delle strutture finanziarie di aziende con previsioni di crescita, di mantenimento dei livelli occupazionali o che presentino piani di diversificazione o integrazione. Minibond Tempi non ancora definiti, invece, per la terza linea di intervento: “i minibond”, che possono contare su un budget di 5 milioni di euro destinati alle Pmi che non hanno titoli quotati su mercati regolamentati. L’intervento consiste in emissioni obbligazionarie dirette al riequilibrio delle fonti di debito e al supporto di nuovi investimenti. Marketing Terra dei Fuochi Saranno pubblicati la terza settimana di settembre gli attesi bandi a favore della tutela, reputazione e tracciabilità dei prodotti agroalimentari campani colpiti dal danno di immagine della Terra dei Fuochi. A questo scopo la Regione ha stanziato 50 milioni di euro da destinare a tre linee di intervento. La prima è quella dei piani di comunicazione e marketing cui vanno 15 milioni di euro da destinare a società del settore editoria, Tv, stampa e comunicazione, operanti da almeno un anno in Campania. Sul piatto ci sono contributi a fondo perduto fino al 75 per cento per piani di comunicazione e marketing, con un tetto di 500mila euro a intervento. La seconda linea di intervento finanzia programmi di innovazione tecnologica, commerciale e produttiva con una dotazione di 35 milioni di euro. Anche in questo caso è previsto un contributo a fondo perduto fino al 75 per cento, con una corsia preferenziale per i programmi destinati al potenziamento dei sistemi di tracciatura e controllo delle filiere.