Danza, l’impegno del centro Sheherazade a Giugliano: Voltiamo pagina

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in foto Carmela Pirozzi (foto di Enzo Conte)

Non è la prima volta che scrutiamo l’orizzonte coreutico delle province campane, soprattutto in una perlustrazione artistica e culturale a tutto tondo dai giovani talenti al mondo del professionismo. Ed in quest’ottica non sfugge all’attenzione mediatica il Centro Danza “Sheherazade” di Giugliano che dal 1992 porta avanti un progetto formativo e professionale evidentemente ispirato al repertorio di Mikail Fokine ed alla sua “Sheherazade”. Con uno sguardo alle “Mille e una notte” ed al territorio di pertinenza, la direttrice artistica Carmela Pirozzi porta da più di cinque lustri un progetto consolidato nel tempo e nella critica che la segue e le riconosce il merito di fare danza a tutti i costi! Proprio come in questo 2018 con il Teatro Mediterraneo di Napoli pieno come un uovo ad applaudire i talenti di “Sheherazade” in uno spettacolo che è una miscellanea di danza davvero per tutti i gusti. Basti pensare ad “Excelsior”, titolo del repertorio scaligero del 1881 di Luigi Manzotti e Romualdo Marenco che ha decretato il salto di qualità artistico dell’Italia post-unitaria e che, ancora oggi, è un vessillo dell’italianità nel mondo. Si sono dunque alternate la Civiltà con Gaia Iovinella, la Luce con Simona Topo, l’Oscurantismo con Alessandro Mennillo e lo Schiavo con Guglielmo Schettino a cornice di un corpo di ballo sempre più in gamba e numeroso. Passando per il mondo hip hop diretto da Ilaria di Iorio nel “Gold Style” con “NEApolitan Gipsy” in cui, senza fare troppi giri di parole, la coreografa ha chiarito i presupposti dell’estratto “di un momento che racconta di un popolo itinerante, mai stabilizzato tra credenze e riti religiosi. Eccentrici personaggi legati alla musica ed alla tradizione, gioia di vivere nonostante le grandi difficoltà con le quali siamo storicamente tutti abituati a vivere.” Senza dimenticare “Between reason and faith” ideato dalle quattro mani di Carmela Pirozzi e Ferdinando Arenella impoegnati a risolvere l’enigma della convivenza tra scienza e religione: “la verità è che la religione senza la scienza è cieca, la scienza senza la religione è zoppa!” E così tra un atto e l’altro a girare il mondo della danza by “Sheherazade”, non è mancato lo squarcio sul repertorio moderno immaginato da tutti i coreografi dell’ensemble giuglianese. A cominciare da “Find me” di Ferdinando Arenella, passando per ben otto coreografie di Carmela Pirozzi e poi Giovanni Mauriello, Tonia Salatiello e Max Balestra con “Flowetic” di cui lo stesso autore ha voluto precisare che “il ritmo è primordiale, la sensazione è naturale, l’amore è necessario e non si può fermare. Il flow parte dal cuore e tu devi ballare!!!.” Il mondo di “Sheherazade” va da un palcoscenico all’altro del mondo, con riconoscimenti ovunque griffati per ultimi da Gaia Iovinella, Simona Topo, Angela Smarrazzo ed Antonella Russo in Russia, a Tula precisamente, seguendo le orme di Alessia Del Giudice e Giusy Ciccarelli che si erano già imposte all’attenzione a Vicenza e nella capitale slovacca Bratislava anche con Angela Amarone, proprio come Gennaro Della Ragione a Dresda e Jacopo Postiglione a Montpellier. Orgoglio internazionale prodotto in casa da Carmela Pirozzi e dal suo staff: Marisa De Stasio e Vincenza Granata nel classico, Ferdinando Arenella nel modern contemporary, Massimiliano Balestra, Ilaria di Iorio, Giovanni Mauriello e Tonia Salatiello nell’hip hop e Carmela Paone nel gioco danza. “Sono felice per la conclusione di quest’altro anno artistico con i miei giovani talenti – chiosa proprio la direttrice artistica – del resto dopo tanti anni non potrebbe essere altrimenti. Siamo entrati nel territorio in punta di piedi ed oggi con quelle punte andiamo in tutto il mondo a portare il vessillo di questo territorio spesso dimenticato o ricordato per episodi di sola cronaca. E’ arrivato il momento di voltare pagina e far scoprire alla gente le bellezze di Giugliano e della sua gente, coltivate ogni giorno con passione e determinazione. Esattamente quello che avrebbero voluto le muse ispiratrici del nostro ensemble Sheherazade e Tersicore.”