Danza nel segno di Magritte. Sfide coreutiche all’Elicantropo

63

La chiusura della stagione del Teatro Elicantropo di Napoli si è aperta alla danza contemporanea d’autore, ormai sempre più in voga e seguita dagli appassionati e dalla critica. In tempi coreutici così risicati, e dopo la trionfale Giselle di Svetlana Zakharova al Teatro di San Carlo di Napoli, si fa notare il prodotto “Oltre la linea – Percorsi di danza contemporanea” promosso dall’associazione Itinerarte di Rosario Liguoro. In maggio al Teatro Elicantropo sono andati in scena Akerusia Danza, la Compagnia Excursus e Artgarage/Körper. Hanno firmano le coreografie Sabrina D’Aguanno, Sonia Di Gennaro, Roberta D’Amore per Akerusia Danza, Ricky Bonavita per la Compagnia Excursus ed Emma Cianchi, Michela Ricciardi, Angelo Parisi e Vincenzo Capasso per Artgarage/Körper, che hanno presentato per tre giorni un programma diverso. Tra i titoli spicca senz’altro Way in/out di Sabrina D’Aguanno, Sonia Di Gennaro, Roberta D’Amore, su idea e regia di Elena D’Aguanno per Akerusia Danza. In questa coreografia si sviluppa la doppia accezione della messa in scena di una porta, attraverso la quale si entra ma si può anche uscire. La cultura e l’arte vanno a braccetto con la coreografia così le porte di Magritte, immaginifico libretto e fonte di ispirazione di Elena D’Aguanno, insistono in scena però proprio come momento di inclusione, esaltando il bicchiere mezzo pieno di una soglia, seppur surreale, di porte che nascondono spazi e tempi ignoti attraverso cui passare inesorabilmente. “Way in/out per me significa soprattutto apertura ed inclusione – ci spiega la regista Elena D’Aguannotant’è che di una porta io osservo esclusivamente l’accezione di apertura. Non a caso questa coreografia si è aperta al contributo delle tre artiste Sabrina D’Aguanno, Sonia Di Gennaro e Roberta D’Amore per un contributo che fosse il più inclusivo possibile.” Anche la compagnia Excursus, con una suite da Power Game di Ricky Bonavita, si apre alla cultura attraverso le meravigliose pagine di Johann Wolfgang Goethe ne Le affinità elettive. Nell’immaginario collettivo il “gioco di potere” prelude ad una simbolica lotta, ad un conflitto, talvolta ad una mediazione: questi sono gli spunti tematici per un’esplorazione coreografica, per una trasposizione drammaturgica dell’incontro tra l’universo maschile e quello femminile, nelle loro molteplici sfaccettature. Dal tessuto coreografico di questo lavoro emergono temi come eros e desiderio che si intuiscono attraverso una facilità di comunicazione mediante il linguaggio del corpo e del movimento, ma al tempo stesso attraverso una difficoltà di scoprirsi interiormente, di offrire la propria anima, di essere più che apparire. Ne scaturisce una drammaturgia senza soluzione, con l’immediatezza dei rapporti ma anche la fugacità degli stessi, nei quali il sottile gioco di potere lascia spazio ad incontri facili ma imprevedibili, a situazioni ironiche e/o drammatiche, passionali e sensuali, lasciando al pubblico una libertà di lettura del testo coreografico e musicale, attraverso una sublimazione ed una voluta astrazione dal personaggio. Infine il trittico di ArtGarage/Korper, attraverso appunto le coreografie di Emma Cianchi, Michela Ricciardi, Angelo Parisi e Vincenzo Capasso. Inside, nelle corde coreografiche a quattro mani di Emma Cianchi e Michela Ricciardi, racconta l’amore in tutte le sue forme. L’ossessione e la violenza sulle donne sono i punti cardine di questa performance che sfociano nel suo cambiamento radicale. Un titolo che racconta la parabola di uno scontro, non nuovo nel repertorio di Emma Cianchi e del suo entourage di questi anni, dove stavolta viene particolarmente attualizzata la triste consuetudine delle prevaricazioni sulle donne ma strizzando l’occhio alla capacità ed alla volontà di redimersi. Una performance a lieto fine, dunque, e con un messaggio morale finale in cui si afferma a viso aperto che le cose possono e devono cambiare. Un passaggio beneaugurante dalla sottomissione all’amore. Altri due duetti, nel curioso gioco di parole, chiuderanno il sipario a questa ricchissima proposta coreutica sulle tavole dell’Elicantropo. Si tratta delle coreografie Duet ed Elettroshock, rispettivamente di Angelo Parisi e Vincenzo Capasso, artisti entrati a regime nel ventaglio propositivo di ArtGarage/Korper, ormai una delle realtà produttive più presenti sul territorio ma sempre, aggiungiamo a ragion veduta, con lo sguardo puntato ben oltre i confini.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here