Dazi: Assofond, rischio aumento costi materie prime

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Roma, 1 giu. (Labitalia) – “In questo momento stiamo studiando nel dettaglio quanto riportato nella normativa che regola i dazi su acciaio e alluminio, per capire se fra i prodotti colpiti ci possano essere anche getti realizzati dalle nostre fonderie. Quel che è certo è che potrebbe innescarsi una spirale di crescita dei prezzi delle materie prime, scenario peraltro già in parte verificatosi negli scorsi mesi, che avrebbe indubbiamente un effetto negativo”. E’ quanto sottolinea, in una nota, Roberto Ariotti, presidente di Assofond, l’associazione confindustriale di categoria delle fonderie, che si legge sempre nella nota, “guardano con attenzione alle possibili conseguenze dei dazi imposti dagli Usa su acciaio e alluminio”.

Il comparto, che in Italia, continua la nota. conta oltre 1.000 imprese che generano un fatturato complessivo vicino ai 7 miliardi di euro, di cui oltre il 60% frutto dell’export, potrebbe infatti essere toccato dalle nuove normative sia direttamente sia indirettamente. Anche se nel primo trimestre del 2018 il comparto ha fatto registrare dati positivi di crescita – con le fonderie di acciaio in particolare protagoniste di un significativo rimbalzo con la produzione al +9% – la ripresa è ancora da consolidare e un aumento dei costi di produzione potrebbe rappresentare un brutto colpo.

“E’ difficile oggi fare previsioni su quanto potrà succedere. Di certo -conclude Ariotti- non ci auguriamo una guerra commerciale, anche considerando che la nostra vocazione all’export è in forte crescita e che il 13% dei volumi che destiniamo all’estero è diretto proprio negli Usa”.