Dazi: Boscaini (Federvini), ‘per vino rischio raddoppio prezzi’

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Roma, 14 gen. (Labitalia) – “Da informazioni provenienti dal mercato, i dazi decisi dagli Stati Uniti hanno già determinato i primi effetti e gli aumenti sui vini francesi e spagnoli danno evidenza degli incrementi dei prezzi quantificabili tra il 10 e il 35%, una differenza dovuta in gran parte all’assorbimento della maggiore tassa da parte di produttori o importatori. Il quadro è oltremodo preoccupante, perché aumenti maggiori al 35% non potrebbero essere assorbiti e in caso di dazi al 100%, come si prospetta, i prezzi delle bottiglie raddoppierebbero”. Lo dichiara Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e Federvini.

“Non solo, ma è doveroso sottolineare – aggiunge – che le ripercussioni di tale situazione danneggerebbero non solo i produttori, ma tutta la filiera del vino Usa considerando che, fatto 100 l’aumento delle bottiglie di vino determinato dai potenziali dazi, solo il 25% compete al produttore italiano, mentre il restante 75% agli Stati Uniti per costi dovuti a tasse, servizi distributivi e logistica”.

“Oggi tra gli operatori americani c’è forte preoccupazione -avverte- perché molti di loro, specializzati nella distribuzione di vini europei, temono proprio per la sopravvivenza delle loro stesse aziende: si stima, infatti, che tali aumenti dei prezzi possano spingere i consumatori all’acquisto di bevande alternative, creando disaffezioni al prodotto vino, e tempi lunghi per un eventuale recupero delle abitudini di consumo. Intanto -conclude Boscaini- è già iniziata la corsa alla scorta di vini provenienti dall’Europa, che sta anche mettendo in difficoltà i centri di logistica sia a Est sia a Ovest degli Stati Uniti, con conseguenze anche di stoccaggio per i containers in mare. Ci auguriamo che a prevalere sia, dunque, la prudenza e il buon senso”.