Ddl Zan, tra Renzi e Ferragni volano gli stracci

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in foto Chiara Ferragni

di Sabrina Iadarola

La regina dei social Chiara Ferragni non si risparmia e scende in campo contro Renzi sul ddl Zan utilizzando instagram. Il leader di Italia Viva replica su Facebook. E alla fine interviene anche Fedez.

Non è certo la prima volta che la Ferragni e soprattutto Fedez si espongono pubblicamente contro la politica, ma un conto è esprimere la propria opinione ai propri follower, altra cosa è scagliarsi contro politici e partiti invocando peraltro immagini indegne. Perché tanto è avvenuto attraverso tre storie su instagram che riportavano una foto di Matteo Renzi con sopra la scritta ‘L’Italia è il paese più transfobico d’Europa’ e il commento: “Che schifo che fate politici”. Poi, la precisazione: “La triste verità è che nonostante una legge che tuteli donne, disabili e persone appartenenti alla categoria lgbtq+ SERVA nel nostro paese e sia attiva nel resto dell’Europa da decenni, in Italia non verrà mai approvata perchè la nostra classe politica preferisce guardare sempre il proprio interesse personale. La tutela contro l’odio verso queste categorie dovrebbe essere un obiettivo di tutta la popolazione e di tutti i partiti politici e il fatto che il ddl Zan non verrà probabilmente mai approvato è una grande sconfitta per tutti noi. Una sconfitta per ognuno di noi”. Al leader di Italia Viva la pubblicazione non passa certo inosservata e prontamente arriva la risposta su facebook: “Da lei mi aspettavo qualcosa in più di una frasina banale e qualunquista. Dire che i politici fanno schifo è il mediocre ritornello di chi vive di pregiudizi. Da una persona che stimo mi aspetterei un confronto nel merito. Perché sapete chi fa davvero schifo in politica? Fa schifo chi non studia, chi non approfondisce, chi non ascolta le ragioni degli altri, chi pensa di avere sempre ragione”. E chiude: “Sono pronto a un dibattito pubblico con la dottoressa Ferragni, dove vuole e come vuole. Sono sempre pronto a confrontarmi con chi ha il coraggio di difendere le proprie idee in un contraddittorio. Se ha questo coraggio, naturalmente”. Chiara zittisce, ma arrivano i rinforzi. Aprendere le sue difese entra in scena il marito. Che nei confronti dell’ex presidente del Consiglio tira fuori un leit motiv a lui ben noto: “Stai sereno Matteo, oggi c’è la partita. C’è tempo per spiegare quanto sei bravo a fare la pipì sulla testa degli italiani dicendo che è pioggia. #staisereno”. E così lo stesso Matteo,antesignano della politica a colpi di like (anche se ormai i suoi follower superano di poco il milione), viene dato in pasto ai follower di casa Ferragnez (24 milioni quelli di Chiara, oltre 12 milioni quelli di Fedez),diventando protagonista di una pagina – non la prima e purtroppo nemmeno l’ultima – di una politica pop, che di politicamente corretto ha poco, pochissimo, nel metodo, nel linguaggio, nei contenuti, negli obiettivi esclusivamente quantitativi. Un like sappiamo bene che non corrisponde precisamente a un voto, ma è comunque costruzione (o distruzione) del consenso, che rischia di avere un peso specifico notevole, soprattutto se punta il dito contro un partito che ha un consenso già risicato, visti i sondaggi. Quel che è più triste è il vuoto della politica sventolata (quasi esclusivamente) sui social, con instagram e facebook che diventano un nuovo Parlamento, banalizzando iter legislativi e argomenti seri, come quello del riconoscimento di diritti sacrosanti, che richiederebbero di essere accostati quantomeno ad immagini più alte di un bisogno fisiologico umano come quello della pipì, degno solo di una fogna.