de Giovanni, eccellenza culturale del Sud

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Roma, XXXV edizione del premio internazionale Guido Dorso. La consegna della premiazione è avvenuta lo scorso giovedì 9 ottobre, alle Roma, XXXV edizione del premio internazionale Guido Dorso. La consegna della premiazione è avvenuta lo scorso giovedì 9 ottobre, alle ore 16, presso la sala Zuccari del Palazzo Giustiniani. A presiedere la cerimonia, c’erano tra gli altri il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso e il Presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro. Napoli primeggia tra le eccellenze, come ricorda il presidente dell’associazione Dorso, Nicola Squitieri. “Ancora una volta Napoli è al centro del Premio Dorso la cultura della legalità quale tappa di partenza imprescindibile per ogni reale riscatto economico e sociale del nostro Mezzogiorno. La città di Napoli in particolare, con la sua realtà sempre più drammatica, reclama a gran voce un forte patto tra istituzioni e classe dirigente per un progetto di sviluppo, mai finora compiutamente espresso, in una realtà socio-economica che, secondo i più recenti dati della Svimez, diventa ogni giorno più allarmante, ad iniziare da quelli sull’occupazione giovanile. In questa direzione vanno additati alle nuove generazioni i nuovi “ambasciatori del Mezzogiorno” destinatari del premio di quest’anno che andranno ad arricchire il nostro albo d’onore. A loro tutti desidero rivolgere il più sincero saluto augurale: Giovanni Pitruzzella, Franco Roberti, Cesare Imbriani, Amedeo Giurazza, Maurizio de Giovanni, Vincenzo Di Marzo e Arturo De Vivo. La loro importante testimonianza professionale e umana – nel mondo delle istituzioni, dell’economia, della ricerca e della cultura – ci conferma ancora una volta che occorre ripartire dalle eccellenze del Mezzogiorno per far decollare il Sud, valorizzando contestualmente anche le straordinarie risorse che ogni giorno si scoprono nel territorio meridionale”. Eccellenza della cultura del premio Dorso 2014 destinato allo scrittore Maurizio de Giovanni, lo stesso premio attribuito in passato tra gli altri a Leone, Napolitano e Dulbecco. Ecco la motivazione. “Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Da funzionario di un importante istituto di credito, a 50 anni, diventa scrittore di successo internazionale. dopo aver partecipato ad un concorso letterario. ed entra così a far parte, di diritto, di una nuova stagione della narrativa meridionale, sulle orme di un altro grande autore del romanzo nero italiano, Attilio Veraldi, già Premio Dorso degli anni ’70. de Giovanni nel 2006 dà alle stampe con Graus Editore il suo primo romanzo Le lacrime del pagliaccio che riscuote un immediato successo, a seguito di cui viene acquistato dalla Fandango Libri che lo pubblica, nel 2007, con il titolo Il senso del dolore – l’inverno del commissario Ricciardi, dando inizio a una saga ambientata a Napoli agli inizi degli anni Trenta. Al primo libro fanno poi seguito, uno all’anno, tutti gli altri, editi sempre da Einaudi, con crescente consenso di pubblico e di critica, tanto da vedere i titoli stabilmente inseriti nella classifica dei libri più venduti. I testi di Maurizio de Giovanni sono stati acquistati e pubblicati, sempre con successo di vendite, in Germania, Francia, Spagna (in castigliano e in catalano), Regno Unito, Stati Uniti, Sudamerica, Danimarca e Russia. Attualmente è in preparazione una fiction tv per la Rai in sei puntate sulla serie dei Bastardi di Pizzofalcone. Le storie e i personaggi dei romanzi di Maurizio de Giovanni riescono ad emozionare ed appassionare sempre più nuovi lettori che ritrovano, al centro dei suoi racconti , l’arcipelago Napoli con la sua storia, i suoi segreti, la sua cultura e la cronaca di tutti i giorni. Collateralmente de Giovanni è autore di alcuni racconti a sfondo calcistico sulla sua squadra del cuore, che dal primo di essi, Juve – Napoli 1 a 3. La presa di Torino, sono state tratte tre versioni teatrali ed è in preparazione un film; il secondo, Ti racconto il 10 maggio, è stato rappresentato al Teatro Bellini di Napoli. Altri scritti per il teatro sono stati interpretati da Gino Rivieccio e Toni Servillo. de Giovanni collabora attivamente con testate giornalistiche nazionali, scrivendo di costume, letteratura e sport. Non da meno è il suo impegno di partecipazione al sociale”. L’ultimo libro di de Giovanni “In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi” ed. Enaudi è ambientato nella Napoli dell’estate del 1932, un’estate caldissima, infernale da tutti i punti di vista. Il commissario Ricciardi, è molto distratto da gravi problemi familiari ma anche il brigadiere Maione, deve affrontare una dura prova contro la gelosia. I personaggi dei romanzi di de Giovanni ci riempiono di contenuti, ci tengono compagnia, non sottraggono tempo, ma si viaggia nel tempo. L’ultimo romanzo chiude il ciclo delle feste. È ambientato durante i preparativi per la festa della Madonna del Carmine. Grazie a de Giovanni riviviamo odori, colori e sapori di una Napoli che siamo abituati a vedere nei film in bianco e nero. Abbiamo incontrato in esclusiva per i lettori de il Denaro la sorella dello scrittore, Valentina de Giovanni. Ho seguito la premiazione al Senato, e suo fratello Maurizio è apparso emozionatissimo e incredulo del premio, dichiarando che si sentiva come uno scolaro che aveva ricevuto un ottimo voto senza meritarlo. Ha fatto poi, una dedica a Napoli; “dedico questo premio alla più bella città del mondo, che casualmente è la mia.” È stato sempre così modesto e umile fin da piccolo? Maurizio è dotato di un’intelligenza davvero speciale a cui si aggiunge una profonda sensibilità, e, come tutti i grandi, è sempre stato sin troppo modesto e particolarmente umano. Tra i personaggi raccontati nei romanzi, c’è un personaggio che le è particolarmente caro? Direi che tutti i protagonisti della serie di Ricciardi mi sono cari. Maurizio ha la capacità di “farti entrare dentro” per cui anche i personaggi di minore rilievo ti restano nel cuore. Penso all’orfanello balbuziente Tettè del “Giorno dei morti” con particolare tenerezza o a Lucia, la moglie di Maione, in quel bellissimo passo in cui, guardandosi allo specchio, ritrova la donna che era stata un tempo, prima della morte del figlio. Che dire poi di Bambinella? Bambinella è tra i personaggi più particolari ed è sempre molto intrigante leggere di lui. C’è un passo o un incipit che preferisce? Adoro la ricostruzione storica della Napoli degli anni trenta. Condivido con Maurizio due fantastici genitori che sono nati proprio in quegli anni, per cui mi faccio condurre da lui per le strade di questa fantastica città, immaginandola al tempo in cui la “nostra” storia ha avuto inizio. Secondo lei, quanto o se la “reazione dei lettori” dei suoi libri, influenza il corso delle sue storie? Penso che uno scrittore sensibile come Maurizio raccoglie tutte le emozioni che lo circondano facendole proprie. Spesso ritrovo tra le pagine (che leggo sempre con avidità!) qualcosa o qualcuno incontrato in passato. A sentire lui sono i personaggi che lo vanno a cercare e che gli dettano la storia… Sentendo alcune interviste a Maurizio de Giovanni, e alcuni discorsi, da “persone di cultura”, mi rendo conto che si presta poca attenzione all’aspetto meramente culturale, facendo ripetere la stessa affermazione varie volte. Ho notato che si da molta importanza al gossip. Secondo te è un fenomeno in aumento? E come ostacolarlo? Beh, ovviamente per me Maurizio è la persona migliore del mondo e questa è una valutazione soggettiva guidata soprattutto dal profondo legame che ho con lui. Penso, però, che il suo valore sia proprio rappresentato dalla grande cultura che ha e che nasce da una curiosità intellettuale che lo ha sempre contraddistinto. Noi apparteniamo ad una famiglia di avvocati, tutt’altra storia, perciò penso che il suo sia un dono speciale. E’ come saper dipingere. Nulla potrà scalfire i suoi valori ed il suo amore per la cultura. Rimarrà illeso rispetto alla società del gossip. Lo giuro! Si sarebbe mai immaginata che suo fratello potesse diventare scrittore? Maurizio ha sempre scritto benissimo. Ad esempio, in occasione della mia prima comunione, quando lui aveva 15 anni, scrisse un volumetto di poesie a tema che custodisco ancora gelosamente. Ovviamente il grande successo ci ha sorpresi anche perché il suo percorso è stato tutt’altro. Per me è un lezione di vita. Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno e mio fratello , addirittura senza volerlo, ha realizzato il suo. Come si immagina il prossimo Bastardi, che ho sentito dire si chiamerà Gelo? Come al solito saprà sorprenderci. La serie dei Bastardi mi piace molto per l’intreccio dei destini dei personaggi della squadra, e penso che nel prossimo ci saranno ulteriori evoluzioni dei loro rapporti. E poi Lojacono è troppo affascinante!

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