De Luca annuncia rivoluzioni. Ma per ora resta in attesa

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Eh sì, governare la Campania, una regione con quasi sei milioni di abitanti, non è come amministrare una città come Salerno con poco più di centocinquantamila cittadini. Credo che se ne stia rendendo conto lo stesso Vincenzo De Luca che, spogliato dalle vesti di Sceriffo salernitano, ha indossato quelle di Imperatore campano. Lo dimostra anche lo stato di ibernazione in cui sembrano essere state poste le ambite poltrone della dirigenza di vertice dell’amministrazione regionale unitamente a quelle di Enti e strutture similari dipendenti dalla Regione. Il nostro Cesare continua ad annunciare cambiamenti, novità ed interventi ma, allo stato nulla si muove. Probabilmente è in paziente attesa delle determinazioni della Consulta prima di assumere decisioni radicali, verosimilmente deve fare anche i conti con il suo partito, il Pd, che comincia a buttare calci rispetto alle imperiali decisioni solitarie, forse indugia per capire se ci sono mutazioni di posizioni politiche in Consiglio viste le ondivaghe dichiarazioni degli Alfaniani che già hanno annunciato l’alleanza con i Democrat per il comune di Napoli per le prossime amministrative. A riprova le recenti dichiarazioni del presidente della Commissione regionale per la sburocratizzazione Pasquale Sommese che annuncia che lavorerà per “una Regione più “leggera”” dimenticando di essere stato l’autore della recente riforma della macchina amministrativa regionale che sì è rivelata un vero disastro. Misteri della politica! Altra novità il pentimento di Clemente Mastella che lascia Forza Italia e cerca spazio nell’Ncd. Ma anche questo è un film visto e rivisto mille volte. L’uomo di Ceppaloni è stato sempre affetto da “umor vagante” per sicuri lidi a difesa del sacro principio della tutela della famiglia, non quella politica, sociale o cristiana ma la sua personale. Ed essendo in pieno autunno, la migrazione di politici o presunti tali verso sedie più comode è coincisa con quella delle rondini che cercheranno climi più caldi. Oggi come ieri e, purtroppo, come domani. Or dunque continua logorante l’attesa di quanti occupando posti di vertice nell’apparato regionale e similari restano fermi e trepidanti del futur loro. I soliti bene informati, o millantator soventi, affermano che bisogna aspettare novembre o dicembre prossimi per realizzare i vari cambi e che sarà una vera e propria rivoluzione. Mi ricorre in mente quella francese del 1799 e la conseguente formazione dell’Impero napoleonico. Ed il ricordo è calzante visto che l’Imperatore Vincenzo ha annunciato l’uso “della ghigliottina per dirigenti e funzionari che non fanno il loro dovere”. Assisteremo alla conferma del principio di Giovanbattista Vico? Corsi e ricorsi storici? Noi e le stelle continueremo a guardare e a…scrivere.