De Luca: Covid, se arrivano le dosi tutta Napoli vaccinata entro luglio

51
in foto Vincenzo De Luca durante la diretta Facebook

“Ieri in Campania abbiamo superato le 72mila vaccinazioni in 24 ore, siamo andati oltre l’obiettivo che ci eravamo prefissati qualche mese fa di riuscire a fare 60mila vaccinazioni al giorno in maniera tale di arrivare a 1,8 milioni di somministrazioni nell’arco di un mese, sempre con l’obiettivo di vaccinare tutti i cittadini di Napoli entro luglio, le isole, i capoluoghi di provincia. Se avremo le dosi necessarie riusciremo a raggiungere questo obiettivo”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook. “Ieri abbiamo superato la quota di 3 milioni di somministrazioni complessive e 1 milione di cittadini campani che hanno ricevuto la prima e la seconda dose. Mi sembrano dei numeri importanti, tenendo conto sempre del fatto che in Campania abbiamo 20mila dipendenti in meno rispetto alla media nazionale”, ha aggiunto De Luca.

In Campania il 15% dei cittadini non ha voluto vaccinarsi
“Abbiamo una quota rilevante di cittadini che non ha dato la disponibilità a vaccinarsi. La vaccinazione non è obbligatoria, tranne che per il personale medico, quindi abbiamo un 15% di cittadini che non ha voluto vaccinarsi, quindi abbiamo centinaia di migliaia di persone esposte al contagio. E’ un primo elemento per il quale dobbiamo avere prudenza”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Ci stiamo avviando verso una situazione positiva e non è superfluo richiamare i nostri concittadini ad avere un atteggiamento di permanente prudenza”, ha aggiunto De Luca.

Da inizio giugno possiamo vaccinare i maturandi

“Ci stiamo preparando a vaccinare i maturandi. Se arrivano i vaccini entro domenica, noi dai primi giorni di giugno possiamo vaccinare i ragazzi che dovranno fare l’esame di maturità”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook. “Faremo questa vaccinazione – ha spiegato De Luca – sulla base dell’autocertificazione che faranno i ragazzi. Potremo vaccinare sopra i 18 anni con il vaccino Johnson & Johnson, sotto i 18 anni dovremo fare Pfizer. Se ci arrivano i quantitativi necessari di vaccini, faremo la vaccinazione di tutti i maturandi”.

La distribuzione dei vaccini? Bastava Amazon
“Ho sentito esaltazioni rispetto ai ruoli del commissario, ma il commissario deve fare solo la distribuzione dei vaccini. Potremmo farla con un accordo con Amazon o assumendo qualche decina di giovani che vanno in giro a distribuire. Ci sono state delle esaltazioni francamente incomprensibili”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Quando sono arrivati i vaccini – ha aggiunto De Luca – li abbiamo distribuiti. Se avessimo distribuito direttamente alle Regioni avremmo fatto prima, tanto per essere chiari. Il ruolo che ha avuto lo Stato centrale è stato di ritardo e confusione, non di accelerazione. Ho ascoltato delle cose francamente sconcertanti. Se non ci fossero state le Regioni, la gestione del Covid sarebbe stata un disastro di proporzioni inimmaginabili. Il Governo ha avuto un merito, quello di aver imposto all’Italia una linea di prudenza, ma per il resto il ruolo del Governo nazionale si è limitato alla distribuzione dei vaccini”.

I bonus ai giovani del Sud servono a finanziare la criminalità
“Le cose per dare aiuti ai giovani vanno fatte, ma regali no. Voglio anche ricordare che i regali servono in parte, nelle aree meridionali, a finanziare la manovalanza della camorra, della ‘ndrangheta e della mafia. Non so se è chiaro questo aspetto del problema”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Io credo – ha aggiunto De Luca nel corso di una diretta Facebook – che le forze riformiste debbano rinnovare la propria identità, in Italia e in Europa, e uno dei primi elementi di cambio di identità e di rinnovamento deve essere questo: insegnare ai giovani che nella vita si combatte, insegnare ai giovani che ognuno è responsabile della propria esistenza e di quella della propria famiglia. Educare i giovani a combattere, non al parassitismo. In una società moderna ci sarà sempre un 5-10% di popolazione di persone che, nonostante il proprio impegno, non ce la fanno. A queste persone uno Stato democratico ha il dovere di dare non una, ma dieci mani, ma non a chi non combatte, a chi non lavora, a chi non studia e si forma. Questo è totalmente diseducativo”.