De Luca: Sanzioni esemplari a chi viola le norme anti Covid. Scuola, la dad sarebbe una tragedia

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Multe e “sanzioni esemplari” per chi viola le nuove norme anti Covid varate dal Governo. E’ la proposta lanciata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook, ricordando di aver proposto un piano di controlli a livello nazionale in Conferenza Stato-Regioni. “Ho proposto anche – ha aggiunto De Luca – l’introduzione di sanzioni pecuniarie. Chi non indossa la mascherina nei luoghi di assembramento, 100 euro di multa; chi frequenta luoghi proibiti dalle leggi dello Stato senza essere vaccinato, 1.000 euro di multa. Si fa così, se si vuole fare seriamente. Poi è evidente che non avremo mai la possibilità di controllare tutto e tutti, di avere Carabinieri a ogni angolo della strada, ma questo lo sappiamo. Però, se cominciamo ad adottare misure pesanti e rigorose, esemplari, chi deve preoccuparsi di poter incappare in quelle sanzioni probabilmente ci pensa due volte a non rispettare le regole”.

Terza dose per il personale scolastico entro metà dicembre
“L’obiettivo probabilmente prioritario che oggi abbiamo è tenere aperte le scuole. Se facciamo tutti il nostro dovere riusciremo a raggiungere l’obiettivo” ha detto De Luca. “Noi abbiamo fatto di tutto in questi mesi per tenere aperte le scuole perché pensare di richiudere tutto e mandare tutto in didattica a distanza sarebbe una tragedia. Abbiamo avviato la terza dose per il personale scolastico e, se completiamo per metà dicembre la vaccinazione del personale scolastico, noi avremo creato la condizione essenziale per tenere aperte tutte le scuole”. Secondo De Luca “dovremo essere tutti responsabili, credo che dovremo fare ognuno di noi l’impossibile per non chiudere più le scuole, ma c’è bisogno di grande senso di responsabilità, c’è bisogno che non ci siano più famiglia no Dad e no vax, perché poi diventano famiglie Dad. Se tutti facciamo il nostro dovere noi riusciremo a raggiungere l’obiettivo di tenere aperte le scuole per tutto l’anno scolastico, salvo ovviamente focolai”. Al momento, ha spiegato De Luca, “in Campania abbiamo 267 classi chiuse per focolai: 67 nel territorio della Asl Napoli 2 Nord, 64 nella Asl Napoli 3 Sud, 37 nella Asl Napoli 1 Centro, 48 nella Asl Salerno, 37 nella Asl Caserta, 8 nella Asl Avellino e 7 nella Asl Benevento”.

Se la situazione resta questa in Campania reggiamo
“Tutto sommato, se la situazione rimane questa, reggiamo, ma per reggere bisogna essere rigorosi e in Campania più che nelle altre regioni d’Italia” ha detto il presidente della Regione. “In Campania ieri abbiamo avuto 900 positivi per un tasso di contagiosità del 5,7%. Abbiamo avuto ieri 28mila vaccinazioni, l’altro ieri 29 mila, quindi finalmente c’è una ripresa di vaccinazione. L’aver ridotto da 6 a 5 mesi il periodo da rispettare per fare la terza dose ci aiuterà a completare rapidamente la vaccinazione nel mondo della scuola e nel mondo della sanità. La gran parte dei 900 positivi che abbiamo registrato ieri in Campania sono asintomatici, un’altra quota sono paucisintomatici. Soltanto i non vaccinati hanno problemi seri quando vengono ricoverati. Non abbiamo registrato ieri un aumento rilevante di ricoveri, né ordinari né in terapia intensiva”.

Le misure del Governo? Giuste, ma prese in ritardo
“Il Governo ha deciso di prendere misure restrittive a carico di chi non si è vaccinato, giustamente chi non si è vaccinato avrà dei limiti nella vita sociale. E’ il minimo che si potesse fare oggi in Italia, se vogliamo evitare di chiudere il Paese intero. Se c’è un rilievo critico da fare al Governo è di altro tipo, è relativo al fatto che queste misure del Governo arrivano in ritardo e vengono attuate in ritardo”, ha detto De Luca. “C’è proprio bisogno di aspettare, per rendere operative queste misure, il 6 o il 9 dicembre, metà dicembre? Che stiamo aspettando? Il Governo – ha aggiunto De Luca – ha deciso solo avantieri che è obbligatoria la terza dose per il personale sanitario. E ci voleva la zingara per capire che era indispensabile? Il personale sanitario ha fatto la seconda dose quasi tutto a febbraio, altro che 6 mesi di attesa. Dovevamo aspettare avantieri per capire che si poteva ridurre il tempo per la terza dose da 6 a 5 mesi, visto che in altri Paesi del mondo già avevano ridotto i tempi?”.