Dea Adventus, Libero De Cunzo alla Fondazione Morra

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in foto Libero De Cunzo, Adventus, 2021

L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte, in Italia e all’estero, avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale

Luminosa, acuta e morbida, la nuova personale di Libero De Cunzo Dea Adventus, a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise, ospitata presso la Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee (13 dicembre – 15 gennaio 2022) rappresenta un intervallo dal terremoto del mondo.
Libero De Cunzo, armato del suo iPhone, ha diretto lo sguardo e distillato delle sillabe di una dialettica tra recupero, spezzatura e ritrovamento, l’artista è entrato nelle pieghe dei luoghi e ne ha catturato il noema testuale, come atto meditativo e fenomeno conoscitivo nella sua intima percezione.
A partire da tagli, frazioni, sezioni, De Cunzo guarda il mondo attraverso una recherche dove la domanda di fondo riguarda lo statuto delle cose recuperate e poi svelate nella memoria: ritmi onirici, stupore, meraviglia, nostalgia, dolore sono tracce di vissuto che non si perdono, ma restano incise nel cuore. Raccontate attraverso una fitta geologia di riflessioni che da sempre spingono l’artista a interrogarsi al lume della sua coscienza, le fotografie inedite divise nelle tre partiture DEVOZIONI-EMOZIONI-AMMIRAZIONI si configurano quale punto nevralgico-umorale depositato in quel margine della retina che diviene osservatorio e finestra d’ingresso del sapere e del saper decantare “nella piena Gratitudine della Meraviglia sempre pronta ad Apparire”.
Un contrassegno che è insieme formale e ideologico, e che trova il suo fondamento in una visione che mira alla linea del dialogo come espediente retorico. La struttura logico-espressiva della narrazione, procedendo infatti in una investigazione della realtà sempre più vertiginosa e solo apparentemente rarefatta, esige la corrispondenza di un fruitore particolarmente avvertito, pronto cioè a ingaggiare la sfida dell’interpretazione attraverso un laborioso, ma remunerativo, circolo ermeneutico.
Nei tre capitoli visivi di Dea Adventus Libero De Cunzo si esprime attraverso una scrittura con la luce che corrisponde al suo procedere usuale, e proietta il proprio messaggio poetico che è espressione e contatto emozionale di segni/motivi: l’incontro fortuito con un particolare tramonto, il bagliore del sole, le impronte nella sabbia, una mano che sfiora un tessuto, delle candele votive sono delle incursioni che alternano lo stupore all’irrompere di gratificazione, delle soluzioni proposte alla nostra memoria distratta, illuminanti con la loro immediatezza, una fugace scintilla di reale. Le opere fotografiche di Libero De Cunzo sono degli articoli visivi esplicativi, riflessi e vibrazioni che ci guidano in un affascinante tragitto, dove siamo tutti chiamati a riflettere, con uno sguardo che può variamente rallentare, accelerare, sostare e ricominciare…
“Nel procedere lo sguardo diventa immagine ed esprime la volontà di stabilire un rapporto di identità con i luoghi – scrive Libero De Cunzo (A passo di Vigna, 1998) -. Una ricerca per una visione interiore che vuole superare i significati del reale, dello spazio e del tempo. Riconoscendo nell’istante dello scatto, nel trattenere il respiro, un tempo che da soggettivo tende all’assoluto. Una pratica del vedere per elevare le proprie capacità del sentire”.

Fondazione Morra Biblioteca per le Arti Contemporanee
Vico Lungo Pontecorvo 29/d 80135 Napoli
Lunedì – venerdì ore 10:00 – 19:00 / Sabato ore 10:00 – 14:00