Decontribuzione Sud, Jannotti Pecci: La proroga Ue? Merito del Governo e di Confindustria

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“Avevamo più volte, con buona ragione, sottolineato che il governo, in particolare attraverso l’operato del ministro Raffaele Fitto, era seriamente e fortemente impegnato sulla questione decontribuzione Sud”. Lo sottolinea, in una nota, il presidente di Unione Industriali Napoli, Costanzo Jannotti Pecci. “La nostra serietà è stata premiata, non essendoci uniti alle lamentazioni generiche e strumentali ma avendo, invece, sottolineato da un lato il fatto che ci meravigliava chi faceva finta di non sapere che la misura era legata al temporary framework per l’Ucraina e quindi sarebbe scaduta il 30 giugno, dall’altro che il governo aveva posto sulla questione una pregiudiziale, a conferma della determinazione con cui ha perseguito l’obiettivo ora raggiunto, anche con il contributo di una costante sensibilizzazione da parte di Confindustria nazionale, supportata dall’Unione di Napoli e da Confindustria Campania”, spiega. “Ci auguriamo che il commissario/vicepresidente che sarà espresso dall’Italia per la prossima Commissione di Bruxelles operi con la stessa determinazione dimostrata dal ministro Fitto”, conclude Jannotti Pecci.

Confesercenti esulta: Ma va mantenuta in misura decrescente fino al 2029
“Accogliamo positivamente il via libera dell’Unione europea – annunciato oggi dal Ministro Raffaele Fitto – alla proroga della misura decontribuzione Sud fino al prossimo 31 dicembre. Una proroga che avevamo richiesto con forza: si tratta di un provvedimento molto apprezzato e utilizzato dalle imprese, e la mancata riconferma dell’esonero contributivo – per il 2024 previsto al 30% sugli oneri a carico del datore di lavoro – avrebbe avuto pesanti conseguenze per i bilanci delle imprese e l’occupazione nei territori interessati”. Così Vincenzo Schiavo, vicepresidente nazionale Confesercenti con delega alle politiche del Mezzogiorno. “Auspichiamo – sottolinea Schiavo – che la riduzione dei contributi possa essere mantenuta in misura decrescente fino al 2029, coì come previsto dall’attuale normativa, per proseguire nel sostegno alle imprese economicamente più deboli, fortemente colpite dalle varie crisi che si sono succedute in questi anni difficili. Siamo, altresì, disponibili – conclude – ad un confronto aperto con il Governo, e nel rispetto delle indicazioni di Bruxelles, per una futura modifica della misura più orientata verso gli investimenti”.