Decreto Sblocca Italia, Magrì: Via libera a un meccanismo innovativo

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Dopo 8 mesi dall’approvazione del decreto Sblocca Italia sembra che qualcosa stia finalmente per muoversi per Bagnoli”. A parlare è Ennio Magrì, senior partner Studio Legale Ennio Magrì & Associati che ha coadiuvato lo Studio Ghia nell’organizzazione della 15esima Conferenza annuale dell’“International Insolvency Institute”, lunedì 15 e martedì 16 giugno a Napoli. Un tema caldo, quello del Progetto di Bonifica ambientale e rigenerazione urbana di Bagnoli, che sarà affrontato da Magrì nella seconda giornata del convegno, quella dedicata al paese ospitante sia pure limitata ad una angolazione soltanto giuridica quale quella dell’intervento diretto dello Stato, nell’ipotesi di fallimento di Società pubblica attuatrice di progetto di rilevanza nazionale. Con lui, al tavolo di discussione, tra gli altri ci saranno anche Pasquale Liccardo, Vicecapo di gabinetto del Ministro Orlando; Michele Sandulli, docente di Diritto commerciale a Roma Tre; Nicola Graziano, magistrato ordinario della Sezione fallimentare del tribunale di Napoli.

Avvocato Magrì, qual è la soluzione prospettata per Bagnoli dallo Sblocca Italia?

L’articolo 33 della legge 64/2014, a fronte della impossibilità della Curatela di svolgere una attività imprenditoriale di valorizzazione dell’attivo fallimentare, prevede un nuovo meccanismo innovativo: il soggetto attuatore individuato dal commissario di governo diviene, al momento della nomina, proprietario di tutti i beni su sui svolgere l’intervento, tra cui i suoli dell’attivo fallimentare del fallimento di Bagnoli Futura. La valutazione dei suoli di quest’ultima, spetterà all’Agenzia delle Entrate e su questo valore il soggetto attuatore emetterà titoli finanziari di pari entità che libererà al momento in cui immetterà sul mercato i suoli una volta bonificati e urbanizzati.

È una buona soluzione?

Lo è, anzi direi molto buona. Ed è applicabile a molti altri casi, oltre che a quello di Bagnoli: del resto, si trova in nel Decreto Sblocca Italia. Naturalmente sperando che questo al più presto trovi attuazione.

Qual è il significato di un summit internazionale sul fallimento a Napoli?

Lo Studio Ghia, che ha il merito di questo appuntamento partenopeo, mi ha proposto di collaborare nello sforzo enorme di portare a Napoli questa conferenza mondiale. Ogni anno l’International Insolvency Institute organizza il proprio summit internazionale nelle città più significative del mondo dal punto di vista sociale, giuridico ed economico. Il capoluogo campano rientra oggi a pieno titolo tra le capitali del dibattito. Se si dà uno sguardo alle città che negli anni precedenti hanno ospitato la conferenza, è ben chiaro il valore per la città.

Napoli ha bisogno di iniziative come questa?

La città ne ha un enorme bisogno. Innanzi tutto, perché l’indotto generato dal convegno fa bene al tessuto economico: basti pensare che sono più di 100 le stanze prenotate negli alberghi cittadini, oltre a tre cene istituzionali in alcuni dei luoghi più belli della città, come la cena di benvenuto presso il prestigioso Circolo dell’Unione o quella di gala presso al Museo di Capodimonte. Gli ospiti al seguito dei relatori saranno coinvolti in visite guidate alle nostre bellezze, dal centro storico di Napoli a Ercolano, da Capri a Pompei. In più, dal momento che alla Conferenza prendono parte anche le banche, ci auguriamo che una visione positiva di Napoli possa richiamare investimenti di capitali stranieri.