Deficit, Tria: “La Ue stia tranquilla”

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Lussemburgo, 1 ott. (Adnkronos) – Nel 2019 il rapporto tra “debito” pubblico e “Pil scende”. Lo afferma il ministro dell’Economia Giovanni Tria a margine dell’Eurogruppo, a Lussemburgo. Ai partner Ue trasmetterò il messaggio “di stare tranquilli: cercherò di spiegare che cosa sta succedendo e come è strutturata la manovra”, aggiunge. Fonti del Tesoro riferiscono che il ministro dell’Economia anticiperà la ripartenza da Lussemburgo e dunque non parteciperà all’Ecofin di domani.

Tria, spiegano le stesse fonti, rientrerà in anticipo per potersi dedicare al completamento della Nota di aggiornamento al Def. Raggiunto l’accordo di governo sul deficit-pil al 2,4% nel 2019, 2020 e 2021 al Cdm dello scorso 27 settembre, il testo della non è ancora stato pubblicato. Probabilmente perché la Nadef venga resa nota bisognerà attendere fino a mercoledì o giovedì, anche perché prima di questo passaggio il testo va trasmesso al Parlamento.

Il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici spiega: “Avremo un dialogo con il governo italiano. Manteniamo i nervi saldi: non è nell’interesse di nessuno avere una crisi. In Italia, con i mercati, o tra la Commissione e l’Italia, ma le regole ci sono per essere rispettate, perché sono giuste e proteggono i cittadini dallo spendere troppo per le spese politiche o troppo per il debito”. L’Italia, aggiunge, “è l’unico Paese dell’Eurozona che avrà una politica di bilancio espansiva, di rilancio, nel momento in cui è uno dei Paesi più indebitati. La domanda è: è la politica economica giusta, solida ed efficace?”.

Per Moscovici il deficit fissato al 2,4% del Pil per i prossimi tre anni dall’Italia “rappresenta una deviazione molto, molto significativa” rispetto agli “impegni che erano stati presi” dal Paese. Se l’Italia con il bilancio 2019 stia violando le regole Ue “lo vedremo il 15 ottobre, ma da quello che so delle cifre, c’è evidentemente una deviazione della quale non posso valutare l’ampiezza, ma che è molto significativa: non vedo proprio come queste cifre possano essere compatibili con le nostre regole. Noi lavoriamo con Tria, che vedrò oggi, sulla base dell’1,6%. Con il 2,4% si può immaginare che il deficit strutturale non sia per niente, per niente orientato nella medesima direzione”.

Il governo italiano “sembra privilegiare la spesa pubblica, che può rendere popolari nel breve termine e che può assicurare dei guadagni politici, ma alla fine ai cittadini bisogna dire la verità: chi paga? Sono sempre i cittadini italiani che pagano”, osserva il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari.

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire sottolinea come le decisioni del governo italiano in materia di bilancio rendano” l’approfondimento dell’area euro non più difficile, ma più necessario. Sappiamo tutti che bisogna rafforzare l’Unione economica e monetaria: abbiamo la roadmap, con la riforma dell’Esm, l’entrata in vigore del backstop e il bilancio dell’Eurozona. Dobbiamo attenerci a quella roadmap e dobbiamo prendere delle decisioni”.

Ora “tocca alla Commissione Europea – aggiunge – fare una valutazione molto chiara delle ultime decisioni dell’Italia: non spetta agli Stati membri fare quella valutazione; ci baseremo sulla valutazione della Commissione. Voglio solo essere molto chiaro: ci sono delle regole. E le regole sono le stesse per tutti i Paesi, perché i nostri destini sono legati. Il futuro dell’Italia, della Francia, della Germania, della Spagna, del Lussemburgo e di tutti i membri dell’Eurozona sono legati” tra loro.

Per il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno “è molto importante capire che l’iter del bilancio è lungo e sappiamo che ci sono ancora negoziati in corso a Roma e dobbiamo aspettare che si concludano, per avere le risposte alla fine dell’iter”. L’Italia, continua Centeno rivolto ai cronisti, “è nella testa di tutti, ma devo dirvi che non è nell’agenda dell’Eurogruppo. Tutti abbiamo delle domande e ci aspettiamo risposte, ma il documento programmatico di bilancio formale, con tutti i dettagli, deve essere ancora presentato: dobbiamo aspettare che venga presentato e che la Commissione emetta la sua opinione”.