Del Noce: “Io presidente Rai? Vedremo”

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Roma, 25 lug. (AdnKronos) – La presidenza della ? “Mi può capitare come no ma di certo, con tutti i ruoli che ho avuto in azienda e le relative esperienze fatte, la conosco come le mie tasche. L’unico dubbio che di sicuro non avrei riguarda le mie capacità di occupare quel ruolo”. Fabrizio Del Noce, una vita in Rai con ruoli diversi nel tempo, da giornalista a direttore di Rai1 e poi di Rai Fiction, racconta all’AdnKronos il suo stato d’animo a pochi giorni dalle nomine dei vertici di viale Mazzini che dovrebbero farsi concrete entro questa settimana.I PROGRAMMI – “Ora vivo in Portogallo, ma se diventassi presidente Rai tornerei in Italia – dice -. Con il curriculum che ho tutto sarebbe facile, naturalmente sempre entro certi limiti. So che non troverei la Rai che ho lasciato, ma è anche vero che tutti i programmi che tengono in piedi Rai1 sono miei: ‘La Prova del Cuoco’; ‘Ti lascio una canzone’; ‘L’Eredità’; ‘Affari Tuoi’, che noi chiamavamo ‘I Pacchi’; ‘Reazione a catena’; ‘I soliti ignoti’; ‘Ballando con le stelle’ e tanti altri. Quasi tutto quello che c’è è nato durante la mia gestione. E pensare che mi presero per matto quando dissi che con ‘I Pacchi’ avrei vinto su ‘Striscia la Notizia’, obiettivo che si inseguiva da anni! E ci siamo riusciti”.

Il rapporto fra Rai e politica? “Credo sia davvero singolare perché, sin dalla Prima Repubblica, la vittoria elettorale si è subito tradotta in cambiamenti in Rai. Poi, però, per quanto funzionasse il Manuale Cencelli, non ho mai sentito dire ai politici ‘ecco la Rai che vogliamo’. Questo significa, in generale, che il giudizio che la politica dà della Rai, una volta nominati i vertici, è quasi sempre di delusione. E come mai? O perché non si trovano persone capaci oppure perché la politica pretende sempre troppo dalla Rai: vuole che sia competitiva ma anche che non dia noia al manovratore; vuole che dia le notizie ma sempre in una chiave il più possibile acritica”.

IL RUOLO – Cosa fa un presidente della Rai? “Il ruolo del presidente – evidenzia Del Noce – non è un ruolo operativo ma di garanzia, indirizzo e controllo. E questo è già un compito significativo. Ci sono stati presidenti che hanno interpretato in maniera più ampia, ma nella realtà il compito è questo. La gestione è tutta dell’amministratore delegato. Poi, all’interno dell’azienda, è chiaro che nulla vieta che ci possano essere scambi di idee fra presidente e ad, procedendo in piena sintonia. Io per natura ritengo essenziale lo scambio, ma deve essere condiviso”.

“Al momento, comunque, il problema non si pone – chiarisce Del Noce -. Non ho nessun riscontro per poter dire che sarò io il nuovo presidente della Rai. Può capitare, come no. Sarebbe bello comunque chiudere con questi tre anni di presidenza”. Un ruolo che lo vedrebbe già pronto e desto. “Quando sono stato nominato direttore di Rai1, sì che avevo dei dubbi – spiega – perché venivo dal giornalismo e non sapevo bene come interpretare al meglio il nuovo ruolo. Poi, però, sono stati gli anni più belli della mia vita. E ora prenderei tutto con un altro spirito”. E il vertice di martedì, additato da alcuni come il massimo esempio di ingerenza della politica? “Non mi ha colto di sopresa”. Punto.