Delle Femine: Soldi alle Pmi Ora non abbiamo più scuse

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Di più non si poteva fare, ora tocca a noi”. Felice delle Femine, Regional Manager UniCredit per il Sud, non si schermisce dietro tecnicismi Di più non si poteva fare, ora tocca a noi”. Felice delle Femine, Regional Manager UniCredit per il Sud, non si schermisce dietro tecnicismi finanziari e i mantra della crisi accogliendo l’appello del governatore della Bce Mario Draghi. Tra gli annunci (pochi per la verità) del numero uno dell’Eurotower all’indomani della riunione del Consiglio direttivo della Bce a Napoli spicca l’appello rivolto agli istituti di credito. “Abbiamo portato avanti – afferma Draghi – una politica monetaria molto attiva per sostenere l’economia reale. Abbiamo portato i tassi a zero (sono fermi allo 0,05%, ndr). Ora le banche trasferiscano queste condizioni alle imprese”. Aggiungendo che “se l’incertezza è sparita dai mercati grazie all’intervento della banca centrale, non lo è ancora per quanto riguarda l’economia reale”. Draghi dice che ora non ci sono più alibi, con i tassi azzerati le banche devono prestare i fondi ricevuti dalla Bce a famiglie e imprese. È così? È vero, ora non abbiamo più alibi ma questa non è una novità. Più di quello che ha fatto, il governatore della Bce non poteva fare. Riducendo ulteriormente il costo del denaro ha creato i presupposti necessari per liberare fondi sulle imprese e far ripartire gli investimenti. Dal canto nostro siamo pronti a immettere sul mercato 7,75 miliardi. A cosa si riferisce? Unicredit ha ricevuto nella prima asta Tltro della Bce 7,75 miliardi di finanziamenti a tasso agevolato, vincolati esplicitamente alla concessione di prestiti alle famiglie e alle imprese. Un’altra zione molto importante è quella che stiamo conducendo con il programma Jeremie della Banca Europea degli Investimenti. Eppure il clima è di sfiducia.Perché? Perché continua a esserci incertezza. Se manca la fiducia, come dice giustamente Draghi, non c’è manovra finanziaria che tenga. È vero, noi dobbiamo fare la nostra parte ma questo vale anche per gli altri. Ovvero? Vale innanzitutto per le imprese. Noi ci sentiamo di assistere lo sviluppo, svolgiamo un ruolo strategico e nessuno lo nega, ma anche le aziende devono cambiare passo per far ripartire gli investimenti. Tra tasse spropositate e burocrazia gli imprenditori non hanno vita facile. Infatti, il problema soprattutto in Italia non è il sistema del credito o la mancanza di coraggio degli imprenditori. La cappa da cui liberarsi è quella di una burocrazia e di una sistema fiscale che sono oggettivamente opprimenti. La Borsa ha reagito piuttosto male al board della Bce. Ci si aspettava di più? La Borsa ha reagito male giovedì, già ieri c’è stato un primo assestamento. La borsa interpreta senz’altro i fondamentali ma anche i livori. C’è stata prima una reazione di pancia, poi una più ragionata. C’è chi teme che le manovre di Francoforte possano favorire solo i Paesi del Nord. Non lo credo affatto, abbiamo gli strumenti finanziari per dare una svolta agli investimenti. Noi faremo la nostra parte.