Derivati: 5 banche Usa sono esposte per 40 mila miliardi di dollari ciascuna

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A cura di Antonio Arricale Una somma che si fa fatica anche solo ad immaginare, scrive il Wall Street Italia. L’esposizione ai derivati delle cinque maggiori banche statunitensi sarebbe di 40 mila A cura di Antonio Arricale Una somma che si fa fatica anche solo ad immaginare, scrive il Wall Street Italia. L’esposizione ai derivati delle cinque maggiori banche statunitensi sarebbe di 40 mila miliardi di dollari. Attenzione, non complessivamente, ma di ciascuna banca. Ovviamente si tratta di cinque banche “troppo grandi per fallire” o, come dicono gli americani, “too big to fail”. Per avere un’idea dell’esposizione basti pensare che l’enorme fardello del debito nazionale americano è pari a circa 17 mila e 700 miliardi di dollari. Peraltro, al contrario di azionario e Bond, i derivati non rappresentano investimenti in qualcosa di concreto. Possono essere molto complessi, come abbiamo visto per i mutui subprime cartolarizzati e rivenduti che sono stati all’origine della crisi finanziaria del 2007-2008. “La verità è che le attività di trading nel mercato dei derivati non si differenzia molto dalle scommesse sportive”, scrive WSI. “È una forma di gioco d’azzardo legalizzato e le banche “too big to fail” hanno trasformato Wall Street nel più grande casinò della storia”. Se e quando la bolla dei derivati scoppierà, i danni che verranno recati all’economia mondiale sono incalcolabili. Ma se le attività di trading sono così rischiose non solo per le banche ma per l’intero sistema finanziario ed economico, allora perché c’è qualcuno che ancora ci punta così tanto denaro? La risposta è semplice e si chiama avarizia. Secondo i calcoli del New York Times, sebbene la crisi del 2008 abbia dimostrato chiaramente quanto pericolosi possano essere, le banche statunitensi hanno “circa 280 mila miliardi di dollari di derivati iscritti a bilancio” in totale. A soli cinque istituti farebbero capo ben 200 mila miliardi. Borse asiatiche Tokyo raggiunge nuovi massimi da sette anni Nikkei in forte progresso al termine della seduta di questa mattina. L’indice giapponese ha chiuso le contrattazioni a quota 16374,14 con un rialzo dell’1,28% che conferma l’intonazione positiva e lascia ben sperare nella realizzazione di un ulteriore segmento di crescita verso obiettivi a 16700 ed eventualmente fino a 17450/17500, picco di ottobre 2007. La presenza della condizione di “ipercomprato” sugli indicatori tecnici di uso più comune, suggerisce tuttavia di essere prudenti nel prendere nuove posizioni al rialzo: l’ipercomprato segnala infatti il possibile esaurimento del carburante dell’impeto rialzista. Discese fino a 15800 resteranno compatibili con il quadro rialzista di fondo e potrebbero essere propedeutiche al raggiungimento dei target ipotizzati. L’attuale scenario rialzista verrebbe minacciato solo dal cedimento di quota 15800 cui facesse seguito quello a 15200, base del canale che sale da maggio e la media mobile a 100 giorni, livello strategico nel medio termine. In deciso rialzo anche il Topix che ha terminato la seduta di a quota 1346,43 (+1,22%). Notizie positive dal versante macroeconomico: in Giappone il Corporate service prices Index (Cspi, l’indice d’inflazione cui sono esposte le aziende quando acquistano servizi) è cresciuto del 3,5% su base annua nel mese di agosto, come comunicato dalla Bank of Japan, dopo il 3,4% di progresso segnato in luglio e il 3,7% atteso in media dagli economisti. Su base mensile l’incremento è stato del 0,2% dopo la lettura piatta di luglio. Sul fronte societario, si segnala che Panasonic è in trattativa per rilevare una quota nel capitale di Ficosa International, gruppo spagnolo attivo nella componentistica auto. Secondo quanto scritto dal quotidiano Nikkei, il gruppo dell’elettronica potrebbe investire 20-30 miliardi di yen (fino a 220 milioni di euro) per acquisire una partecipazione intorno al 50% di Ficosa. In calo le altre principali piazze asiatiche: segno meno alla borsa di Seoul (-0,53%), sotto il riferimento anche la piazza di Hong Kong con l’Hang Seng che segna un -0,08%. Moderato rialzo per la borsa di Shanghai (+0,09%). Borsa Usa Wall Street chiude la seduta in rialzo A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,9%, l’S&P500 lo 0,78% e il Nasdaq Composite l’1,03%. Le vendite di nuove abitazioni sono cresciute ad agosto del 18% rispetto al mese precedente, attestandosi a 504 mila unità (consensus 430 mila), in netta crescita rispetto alle 427 mila unità della rilevazione precedente. Sul fronte societario Accenture +0,73%. Il gruppo della consulenza aziendale ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 760 milioni di dollari (1,08 dollari per azione), in crescita rispetto ai 727 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati a 7,78 miliardi da 7,09 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,10 dollari su ricavi per 7,63 miliardi. Per l’esercizio fiscale 2015 la società stima una crescita dei ricavi tra il 4% ed il 7% ed un utile per azione di 4,74-4,88 dollari. Gli analisti si attendevano un Eps di 4,91 dollari. Morgan Stanley -0,11%. Jp Morgan ha abbassato il giudizio sul titolo della banca d’affari a neutral da overwight. KB Home -5,3%. Il costruttore di case ha pubblicato una trimestrale inferiore alle attese. Nel terzo trimestre l’utile per azione è calato a 0,28 dollari contro i 0,30 dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato è anche più basso del consensus (0,40 dollari). Inferiori alle previsioni anche i ricavi. Acorda +28,18%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato l’acquisto della rivale Civitas Therapeutics per 525 milioni di dollari in contanti. Newell Rubbermaid -0,94%. Il gruppo dei beni di consumo ha anticipato una crescita dei ricavi per l’esercizio 2014 nella parte bassa della guidance (+3-4%). L’utile per azione è invece atteso nella parte alta delle stime (1,94-2,0 dollari per azione). Per l’esercizio 2015 il giro d’affari è visto in aumento tra il 3% ed il 3,5% mentre l’utile per azione è stimato a 2,16-2,22 dollari. Citizens Financial +7,26% al debutto. Il titolo del gruppo finanziario controllato da Rbs è stato collocato a 21,50 dollari. Bed Bath & Beyond +7,4% grazie ai risultati trimestrali superiori alle attese. Nel secondo trimestre il gruppo degli articoli per la casa ha registrato un utile di 1,17 dollari, 3 centesimi in più delle attese. Europa Borse positive Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,3% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,25%. Hennes & Mauritz +3%. Il gruppo di abbigliamento ha chiuso lo scorso trimestre con un utile di 5,29 miliardi di corone, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Air France-Klm +2%. La compagnia ha proposto di ritirare il progetto di espansione della divisione low cost Transavia per porre fine allo sciopero dei piloti. Unibail-Rodamco -0,2%. Lo specialista degli immobili commerciali ha siglato un accordo per la cessione di 6 centri commerciali a Carmila, divisione immobiliare di Carrefour (+0,3%), per 931 milioni di euro. Mapfre -0,1%. L’assicuratore spagnolo ha annunciato l’acquisto delle attività in Germania e Italia di Direct Line (+3%) per 550 milioni di euro. Danone -1%. Jp Morgan ha tagliato il rating sul titolo del gruppo alimentare a underweight da neutral. Italia Piazza Affari poco sopra la parità, Ftse Mib +0,22% Il Ftse Mib segna +0,22%, il Ftse Italia All-Share +0,22%, il Ftse Italia Mid Cap +0,35%, il Ftse Italia Star +0,39%. La Borsa di Milano consolida le basi precedenti, con il FTSE MIB che si attesta a 20.709 punti; sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share a 21.879 punti. In frazionale progresso il FTSE Italia Mid Cap (+0,23%); sui livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,05%). Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, giornata moderatamente positiva per Saipem, che sale di un frazionale +0,85%, seguita dalla Fiat, che riflette un moderato aumento dello 0,63%. Bene anche Azimut, che mostra un progresso dello 0,59%. Tra i più forti ribassi, invece, sostanzialmente debole la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che registra una flessione dello 0,57%. Si muove in modesto ribasso Prysmian, evidenziando un decremento dello 0,55%. Sotto i riflettori Telecom Italia: oggi scade il termine ufficiale per il perfezionamento della vendita della quota di Telecom Argentina detenuta dal gruppo telefonico italiano alla Fintech, fondo gestito dal magnate messicano David Martinez Guzman, mentre è stata fissata per a domani una riunione del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia sul dossier Argentina. Secondo alcune indiscrezioni l’Authority non avrebbe preso ancora nessuna decisione sull’operazione. Sul listino completo brilla Italcementi, dopo che Berenberg ha alzato la raccomandazione a buy da sell, con prezzo obiettivo a 6,3 euro da 6 euro.


I dati macro attesi oggi Giovedì 25 settembre 2014 10:00 EUR M3 dest. ago; 10:00 ITA Indice salari contrattuali ago; 10:00 EUR Intervento Draghi; 11:00 ITA Vendite al dettaglio lug; 12:00 GB Indice CBI vendite al dettaglio set; 14:30 USA Ordinativi beni durevo li ago; 14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione; 15:45 USA Indice Markit PMI servizi (prelim.) set.