Design tra carbonio e 3D Ecco i creativi del futuro

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A cura di Cristian Fuschetto

DAI POLIMERI alle fibre di ultima generazione, Napoli da decenni detta legge in un settore per natura radicato nel futuro, quello dei nuovi materiali. “A differenza di quelli che troviamo in natura, quelli ingegnerizzati nascono per rispondere a degli scopi precisi. Quelli che noi siamo in grado di dettare loro”, spiega Ignazio Crivelli Visconti, da decenni sulla frontiera dei filamenti innovativi e capo del team del Dipartimento di Chimica dei materiali e produzioni industriali della Federico II. Allievo di questa scuola, Domenico Brigante non solo ha deciso di tradurla in impresa ma anche di ibridarla con un’altra eccellenza italiana: la creatività. Sfida tra makers – Nasce così il Carbon Fiber Design Contest, che con più di 500 partecipanti nelle due precedenti edizioni è ormai diventato una tappa obbligata per i giovani designer di tutto il mondo. “Dal Sud America alla Russia – osserva Brigante – il riscontro avuto sinora è incredibile e quest’anno i risultati sono ancora più incoraggianti, innanzitutto in termini di qualità”. Nato per far cimentare i designer oltre che sulla forma anche sulla materia quest’anno il contest lancia una nuova sfida rivolgendosi anche ai makers, gli attori della “terza rivoluzione industriale”. Oltre alla tradizionale sezione riservata ai progetti che prevedono l’utilizzo della fibra di carbonio, si aggiunge infatti una sezione dedicata a quelli pensati per essere stampati in 3D. “Dall’esperienza – precisa Brigante, fondatore della olympus-FRp® Brigante engineeringGroup, leader di settore in italia – abbiamo cercato una tecnologia in grado di ridurre i costi di prototipazione dei prodotti per renderli più appetibili. la stampa 3d è su questo piano essenziale in termini progettuali e realizzativi”. Progetti realizzati “sul posto” – La premiazione si terrà il 9 aprile in occasione del Fuorisalone internazionale del mobile di milano (8-12 aprile) presso il Temporarymuseum for newdesign, negli spazi espositivi di superstudio Group grazie al sostegno dell’associazione “M.a.T. Milano altri Talenti”. Da lampade a forma di Vesuvio a quelle dalle sembianze di “spettro”, sono più di cento i progetti ideati da ingegneri e makers di matrice rigorosamente globale. Iprogetti vincitori saranno esposti dopo esser stati realizzati “sul posto” grazie alle speciali stampanti 3D targate Wasp. Oltre a Brigante e Crivelli Visconti, in giuria alcuni tra i più importanti nomi del mondo del design: Aldo Colonetti, direttore scientifico dell’istituto europeo del design e direttore di della rivista “Ottagono”, Salvatore Cozzolino, presidente Adi-Campania, Gisella Borioli, direttrice e ceo di superstudio Group, il patron di Wasp Massimo Moretti e gli architetti Simonetta Pegorari e Luca Damiani. Staffetta Milano-Napoli – Accanto alla Olympus-Frp a promuovere il contest c’è “l’Ad 3D Printing”, associazione nata a un’idea dell’architetto Alfredo Nardiello allo scopo di promuovere la cultura della stampa 3D dal cuore, manco a dirlo, campano. “Siamo convinti – affermano due dei suoi soci fondatori, Antonio Brigante e Mario Naselli che lo sviluppo di questa tecnologia possa rafforzare le capacità manifatturiere del nostro paese”. Con tutti questi elementi partenopei non sorprende che al termine dell’appuntamento milanese, una selezione di progetti il prossimo mese farà tappa a Napoli. In attesa delle meraviglie del 3D, sono intanto realtà quelle generate dai materiali in fibre di carbonio. avete presente i bellissimi rosoni del monastero di Santa Chiara o i celebri leoni che presidiano piazza dei Martiri? Bene, sono “bionici”. “Li abbiamo restaurati con fibre di carbonio e stanno benissimo”, conclude con comprensibile soddisfazione Brigante che il 10 aprile, in occasione del convegno organizzato da Leo club Napoli Nord ovest presieduto da Andrea De Lisa, presenterà il progetto di restauro con materiali innovativi della Fontana del Sebeto.  


Enfante prodige dei nuovi materiali DOPO LA LAUREA in ingegneria alla “Federico II”, Domenico Brigante consegue un dottorato di ricerca presso lo stesso ateneo con una tesi sull’uso di materiali compositi innovativi nel consolidamento di strutturale civili, di edilizia industriale e monumentale. le conoscenze acquisite attraverso un mix di esperienza accademica e “sul campo” (anche in cantieri del centro america) vengono riversate nella sua azienda, la olympus-FRp Brigante engineering Group, leader italia nell’ingegneria e architettura con materiali compositi. Il suo primo libro, “Rinforzo strutturale con materiali compositi. scelta, progettazione e realizzazione”, pubblicato nel 2012, è considerato un punto di riferimento nel settore. negli ultimi due anni ha pubblicato altri tre volumi tecnici, l’ultimo dei quali in inglese edito dalla “Springer”.

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