Devianze, a Salerno accordo tra ateneo e tribunale per il reinserimento sociale dei giovani

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in foto Aurelio Tommasetti, rettore dell'Università degli Studi di Salerno

L’Università degli Studi di Salerno, il Tribunale per i Minorenni di Salerno e il Centro per la Giustizia Minorile per la Campania (Cgm), insieme per definire un percorso di collaborazione teso al reinserimento sociale dei giovani. Questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta questa mattina presso la Sala del Senato accademico del campus di Fisciano, alla presenza del rettore Aurelio Tommasetti, del presidente facente funzioni del Tribunale per i Minorenni di Salerno Pasquale Andria e della dirigente del Centro di giustizia minorile Maria Gemmabella. “Una convenzione – spiega Tommassetti – che abbiamo stipulato con grande piacere, finalizzata al percorso rieducativo di giovani minorenni che hanno commesso un reato e di giovani adulti dell’area penale esterna. Sono battaglie civili cui l’Università non può sottrarsi. Le situazioni di disagio minorile devono essere soccorse: occorre creare le condizioni migliori per il reinserimento sociale dei giovani e il dialogo inter-istituzionale in tal senso diventa fondamentale. Attraverso un programma di attività di orientamento, formazione e supporto all’autoimprenditorialità, implementato in sinergia con il Tribunale e il Cgm, siamo pronti a mettere in campo le nostre competenze, le risorse specifiche, le nostre professionalità a servizio del territorio”. Finalità dell’accordo è avviare un rapporto di collaborazione, finalizzato a sviluppare i legami tra i Dipartimenti dell’Università, le Istituzioni, le imprese e i giovani destinatari delle attività, al fine di promuovere un ciclo virtuoso di attività per il reinserimento nella società dei minorenni e dei giovani adulti dell’area penale esterna. “I soggetti destinatari di questa convenzione – ricorda Andria – sono i giovani che hanno commesso un reato e che vengono ritenuti dal giudice meritevoli di una sospensione del processo per dare loro un’opportunità di ripresa. La sospensione del processo è accompagnata dall’istituto della messa alla prova, che prevede un progetto di recupero del giovane. Qui interviene il Protocollo che abbiamo sottoscritto oggi. Al termine del periodo di prova, infatti, se il ragazzo avrà dimostrato impegno e costanza nel progetto, il reato imputatogli sarà completamente estinto. Il Protocollo odierno è uno strumento attraverso cui le Istituzioni, a partire dall’Università, possono offrire al giudice e ai servizi sociali minorili opportunità di formazione e di avviamento al lavoro, tali da confluire nel programma di messa alla prova”.