Di Maio: “Deficit al 2,4% nel 2019, poi si vedrà”

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Roma, 3 ott. (AdnKronos) – “Il 2,4% resta per il 2019 sicuramente”, poi si vedrà. Il vicepremier Luigi Di Maio ribadisce la linea dell’esecutivo anche se, “per il 2020 e il 2021, stiamo vedendo di accelerare l’abbassametno del con un intervento massiccio di tagli agli sprechi, di previsione della crescita più alta e di valorizzazione degli investimenti”. “Cercheremo di portare il rapporto debito-Pil più in basso – aggiunge il vicepremier 5 Stelle – investendo di più nelle norme di semplificazione del codice degli appalti, del codice di procedura civile e prevedendo una crescita che ci consentirà di non dover fare tutto questo deficit. Ma deve essere chiara una cosa: per il M5S o è la manovra del popolo o non ne vale la pena” rimarca Di Maio, per il quale nella manovra deve esserci “tutto quello che abbiamo sempre promesso agli italiani: altrimenti non ha senso andare avanti. Chi si illude, come alcuni centri studi in queste ore, tra cui quello di , che il governo torna indietro sulle misure del contratto di governo, si sta facendo una cattiva idea dell’atteggiamento” di questo esecutivo.

REDDITO – E ancora: “Non è che non ci accontentiamo di meno di 10 miliardi… è che 10 miliardi, 9 più 1 per far partire i centri per l’impiego, è la manovra minima per far funzionare il reddito di cittadinanza” dice Di Maio, aggiungendo che “sarà erogato su una carta. Questo permette la tracciabilità, non permette evasione o spese immorali con quei soldi. E quindi permette di utilizzare questi soldi per la funzione per cui esiste: assicurare la sopravvivenza minima dell’individuo. E’ chiaro che se vado con quella carta a comprare un ‘gratta e vinci’ o sigarette o a comprare dei beni non di prima necessità, la carta non funziona”. SPESE – Inoltre, “non taglieremo nulla alle spese sociali, questo deve essere chiaro. E soprattutto, il 2,4% nasce proprio dall’esigenza di tenere i conti in ordine su questi obiettivi” sottolinea il vicepremier a Montecitorio. “La trattativa in Europa sulla legge di bilancio è molto lunga. Dobbiamo spiegare bene quali sono i nostri obiettivi. Però dev’esser chiaro che se le dichiarazioni contro l’Italia sono alimentate da pregiudizi e non da discussioni sul merito della manovra, allora ci dicano se vale la pena andarne a discutere a Bruxelles”.

VERTICE – E a chi gli chiede quando la nota di aggiornamento al Def arriverà in Parlamento, Di Maio risponde: “Le ultime riunioni che dobbiamo fare sono di rifinitura, ma deve essere mandato alle Camere”.