Di Maio: “Lo spread? Sono tranquillo”

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Roma, 29 set. (AdnKronos) – La al Def non spaventa il vicepremier Luigi Di Maio. Ospite a ‘L’intervista’ di Maria Latella su SkyTg24, il capo politico del M5S, parlando dello spread schizzato fino a 280 punti, dice: “Sono tranquillo anche se è salito, perché poi a fine giornata è sceso”. “Quando il Def sarà pubblico – assicura -, si vedrà il più grande piano di investimento della storia dell’Italia”.

Il ministro dello Sviluppo economico definisce “normali e reazioni di ieri dei mercati alla nota d’aggiornamento. Ma, aggiunge, “ho visto diversi analisti non centrare l’obiettivo, pensando a una scusa della manovra per uscire dall’Europa e dall’euro. Invece – continua Di Maio – noi abbiamo fatto la ‘manovra del popolo’ che per la prima volta ricostituisce diritti sociali distrutti”.

Si tratta di “una manovra che si doveva fare – dice -. Ci sono così tanti investimenti che ripagheremo il deficit con la crescita nei prossimi anni”. All’interno ci saranno “tre provvedimenti: uno che prevede la semplificazione del codice degli appalti, con l’eliminazione di un terzo delle norme. Poi la riforma codice procedura civile, con la quale porteremo da 7 a 3 anni i tempi per arrivare a sentenza. Infine, dal Mise ci sarà un pacchetto di sburocratizzazione che elimina carte inutili”.

Quanto al 2,4%, Di Maio lo definisce una vittoria: “Non abbiamo fatto nulla di diverso da altri Paesi della Ue come la Francia. Se andiamo a vedere il debito pubblico francese, vediamo che sono molto esposti. Io andrò in Ue – aggiunge il vicepremier – per discutere le ragioni di una manovra che dà respiro ai giovani, che fa andare in pensione chi doveva andarci e non ha potuto, che risarcisce i truffati della Banca Etruria e di tutto il resto e che abbassa le tasse. Come si può pensare a demonizzarla? I mercati reagiscono anche per questa demonizzazione”, fa notare Di Maio.

Riguardo al reddito di cittadinanza, il vicepremier sottolinea: “Non darò un solo euro a una persona che vorrà stare sul divano senza fare nulla”. “Facciamo un patto: vai nel centro per l’impiego – spiega -, dove ti impegni per 8 ore a settimana nei lavori utili e intanto ti devi formare per un lavoro. Passi la giornata così, poi ti faccio tre proposte di lavoro. Se le rifiuti, perdi il reddito, se le accetti, perdi il reddito”.

Commentando l’ipotesi circolata relativa alle dimissioni del ministro Giovanni Tria , il capo politico dei 5 Stelle assicura: “Noi lo difendiamo, Tria deve restare al ministero dell’Economia. Si è descritta una situazione non vera”. “Non so – aggiunge – se il presidente Mattarella sia intervenuto per chiedere a Tria di rimanere. Ma anche noi lo difendiamo”.

Quanto ai funzionari del Mef, il vicepremier ribadisce: “Quando c’è un governo eletto dal popolo, questo dà input politici e i funzionari eseguono, ovviamente nelle regole”. E sul ragioniere generale Daniele Franco, Di Maio conclude: “L’ho visto un sola volta. Non posso dire se mi fido o non mi fido. Ma al Mef ho trovato trabocchetti e insidie di chi invece di fare il proprio dovere, faceva gli interessi dei vecchi partiti”.