Di seguito un contributo del segretario generale della Fim Cisl Campania, Giuseppe Terracciano, sul futuro di Fca in Campania.

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FCA con i suoi innovati modelli cresce in percentuale di più rispetto agli altri, è avvantaggiata anche dalla produttività-competitività dei diversi stabilimenti, tra i quali il sito di Pomigliano. Occorre che tutti i soggetti sostengano e colgano questa opportunità, valorizzando la partecipazione dei lavoratori e il sostegno delle istituzioni. Il rinnovo dei contratti di solidarietà per i lavoratori di Pomigliano è stato avviato nel 2010 con l’accordo sottoscritto dalla FIM/CISL (non dalla FIOM) e dalle altre OO.SS. tra mille scetticismi e tanti che remavano contro. I firmatari dell’accordo accettarono la sfida di salvare il sistema dell’auto a Pomigliano, oggi all’avanguardia per l’innovazione tecnologica, qualità del prodotto, produttività e miglioramento delle condizioni di lavoro. L’accordo con FCA prevedeva: investimenti per oltre 800 milioni di euro finalizzati a ridisegnare l’intero stabilimento, investimenti per l’innovazione tecnologica, per l’utilizzo e la flessibilità degli impianti, investimenti alla qualità del prodotto, alla riduzione dei costi, alla competitività, alla produttività, all’ O.del L., all’innovazione delle regole del lavoro e della prestazione lavorativa, ecc. Dopo oltre sei anni è importante avviare un confronto con FCA finalizzato ad individuare produzioni e volumi produttivi che possano consentire la saturazione qualitativa-quantitativa degli impianti e dell’occupazione. L’ipotesi FCA di sostituire la Panda con i modelli della gamma “Premium” di valore più alto della Panda può contribuire a un salto di qualità che consentirebbe un maggiore utilizzo degli investimenti e degli impianti. La vera sfida della FCA di Pomigliano sarà: investire in formazione per migliorare le competenze (non formali) specifiche e trasversali delle risorse umane; innovare le Relazioni Industriali per condividere obiettivi comuni, innovare la direzione e la gestione del personale, la struttura intermedia dell’azienda e del sindacato. Siamo in una fase dove gli impegni e i sacrifici di questi anni dei lavoratori aprono nuove possibilità su tutti, contribuiscono al governo dell’innovazione e ad una innovata cultura del lavoro evitando contrapposizioni ideologiche e/o firmare accordi il giorno dopo, più volte praticato dalla FIOM. A tutti oggi viene richiesta responsabilità, doveri oltre i diritti, senza la demagogia di tempi andati, se si vogliono tutelare seriamente i lavoratori. Nel prossimo incontro con FCA, la FIM/CISL si presenterà con il suo abituale spirito riformista e costruttivo, ma fermamente intenzionata a portare a termine il lavoro iniziato nel 2010, ben sapendo che le nuove sfide impongono alle Istituzioni Nazionali-Regionali-Territoriali di sostenere l’industrializzazione del settore auto in Campania. In sintesi i principali temi che proporrà la FIM/CISL nel confronto con FCA:

– chiarezza sulla strategia, sugli investimenti, sull’occupazione, sui volumi di produzione previsti, sulla gamma e sulla tipologia del prodotto;
– l’innovazione delle Relazioni Industriali (dalla comunicazione alla condivisione);
– i doveri, la responsabilità dell’azienda, dei lavoratori e del sindacato;
– la semplificazione e la trasparenza della struttura gerarchica dell’azienda;
– la qualità dell’innovazione tecnologica necessaria alle nuove produzioni (robot, macchine intelligenti, digitale, piattaforma, logistica, ecc.) industry 4.0;
l- a partecipazione, la centralità e la creatività della persona nel governo e il coordinamento delle nuove tecnologie;
l- a qualità e quantità delle risorse umane in relazione ai maggiori volumi produttivi da realizzare per saturare gli impianti e rendere, così, pienamente competitivo l’investimento realizzato;
– il piano di formazione professionale (aula e on the job) per accrescere le competenze non formali della persona e nuovi profili professionali;
– la meritocrazia, la riduzione dei costi e la flessibilità e quanto ulteriormente conseguente.