Diabete, allarme aghi low cost

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Rimini, 16 mag. (AdnKronos Salute) – A ogni paziente il suo giusto ago. Un documento della Società italiana di diabetologia, presentato al 27.esimo Congresso nazionale Sid che si apre oggi a Rimini, punta i riflettori su questo strumento ‘dimenticato’ della terapia anti-diabete: gli aghi per penna da insulina o da farmaci analoghi del Glp-1. Perché, evidenziano gli esperti, “un ago low cost e di scarsa qualità può ostacolare il raggiungimento di un buon controllo del diabete. Non si riesce a somministrare correttamente medicinali anche di ultima generazione, perdendo parte del vantaggio terapeutico”.

“Sempre più di frequente – proseguono gli specialisti – purtroppo nelle gare regionali non vengono prese in considerazioni le specifiche tecniche che dovrebbero avere gli aghi di qualità. Troppo spesso a essere considerato è soprattutto il criterio economico. Negli ultimi anni, sull’onda del mantra del risparmio a tutti i costi, nei capitolati d’appalto si è andato trascurando l’aspetto della qualità degli aghi per penna, mentre al contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low cost provenienti dall’estero”. Low cost che, spesso, è sinonimo di low quality. “Sono stati segnalati diversi casi – riferisce Giorgio Sesti, presidente della Sid – che si piegano al momento dell’inoculazione del farmaco, rendendo la somministrazione inadeguata. Oppure, se l’ago è troppo lungo, si ottiene l’effetto opposto”.

Dal congresso arriva anche l’allarme degli specialiti sul diabete urbano

“, ormai un’epidemia che affligge le città, anche italiane”. Sotto accusa le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà, comportamenti scorretti tipici di chi vive in città, come emerge da un’indagine condotta a Roma. In Italia, secondo l’Istat, le persone con diabete sono 3,27 milioni, di cui il 52% risiede nelle 14 Città metropolitane.

“Il problema del diabete urbano – afferma Sesti – è un problema globale. L’International Diabetes Federation (Idf) prevede che nel 2045 i tre quarti della popolazione diabetica vivranno nelle metropoli o in città. Inoltre, si sta assistendo a un incremento dell’obesità fra gli abitanti delle aree urbane rispetto a quanti vivono in ambienti rurali. Per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini, la Sid ha aderito al progetto ‘Cities Changing Diabetes’ allo scopo di promuovere stili di vita virtuosi”.