Diabete, allarme di Aniad: Colpisce bimbi campani già a 10 anni

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“Il fenomeno dell’obesità nella realtà campana, a Napoli, il diabete di tipo II, comincia a comparire all’età di 10 anni. Conseguenza di cio’, è la mortalità precoce del bambino campano rispetto i suoi genitori”. E’ il contenuto di una lettera-denuncia di Alessio Liguori, presiedente ANIAD Campania-Young Leader International Diabetes Federation alle Istituzioni. “Il diabete è una malattia dal quadro morboso complesso, a carico di molti organi fondamentali (es. cuore, reni, fegato, vista). Tra i diabetici si duplica il rischio di mortalità per malattie ipertensive, così come l’ospedalizzazione per malattie del sistema cardiocircolatorio. Le complicanze del diabete hanno un impatto rilevante, sia sui costi sanitari che sulla qualità della vita dei cittadini. Il diabete è in aumento in tutto il mondo e rappresenta secondo l’Organizzazione mondiale della sanità un rilevante problema di salute pubblica, appartenendo a quel ristretto numero di patologie croniche divenute prioritarie nell’agenda dei decisori mondiali – aggiunge Liguori – . I casi di diabete mellito sono nel 90% del tipo 2, che insorge quasi esclusivamente in età adulta e quindi destinati ad aumentare anche per il solo effetto dell’incremento della vita media. Secondo le ultime stime del 2016 le persone che dichiarano di essere affette da diabete in Italia sono circa 3 milioni 200mila, pari al 5,3% dell’intera popolazione residente. Guardando al contesto europeo, tale prevalenza è prossima a quella media dei 28 paesi Ue, sia nella popolazione nel suo complesso (15 anni e oltre) che nella popolazione anziana, nonostante il nostro paese sia quello con la maggiore quota di anziani. Il diabete ha una forte rilevanza non solo come causa iniziale di morte ma anche come concausa del decesso in associazione ad altre malattie. Tutto quanto evidenziato, descrive un fenomeno allarmante e dagli effetti sempre piu’ disastrosi. Nei Quartieri meno agiati, inoltre, si registrano dati ancora più allarmanti: il 47,8% dei bambini è affetto da obesità. A favorire tutto questo, la mancanza di spazi verdi, di politiche sociali mirate, insomma…un’indifferenza totale, soprattutto in un periodo storico ove la crisi economica non dà tregua, costringendo sempre più genitori a trascorrere meno tempo coi propri figli. Chiesa e Scuola, pertanto, giocano un ruolo fondamentale, in quanto diretti sostituti della famiglia. Ed è proprio dalle Scuole, luogo dove il bambino trascorre più della metà della propria giornata, che bisogna partire: “Si mangia come si è stati educati a mangiare. Ed è proprio la Scuola che deve porre un freno alle nuove derive ideologiche in campo alimentare che rischiano di danneggiare la salute dei bambini. Tra i ragazzi di 6-17 anni uno su quattro è obeso o in sovrappeso (24,9%) (dati 2014-2015). L’influenza del contesto familiare è evidente: la prevalenza aumenta se almeno uno dei genitori è in sovrappeso o obeso, raggiungendo il 34,4% se lo sono entrambi i genitori. Sono molto marcate le differenze territoriali a svantaggio delle regioni del Sud, con percentuali particolarmente elevate in Campania (36,1%), Molise (31,9%), Puglia (31,4%), Basilicata (30,3%) e Calabria (30%). A ben guardare, dunque, il dato più drammatico è che l’obesità trova le sue origini nella giovane età. Pertanto, la risoluzione deve partire dall’origine ovvero rafforzando e regolamentando gli ambienti dove il bambino cresce e sviluppa la propria personalità. La soluzione all’obesità, dunque, deve partire nella famiglia, nella scuola, nell’ambiente sportivo, nell’ambiente ecclesiastico. Famiglia, scuola e chiesa assumono il ruolo fondamentale di dettare le regole principali per la crescita del bambino. Abitualmente, tra l’altro, la scuola e la chiesa, costituiscono una seconda famiglia, in forza delle numerose ore che il bambino trascorre in tali ambienti. Nella famiglia, il bambino apprende le prime regole. Nella famiglia, però, giocano un ruolo essenziale la condizione economica in cui versa e quella psicofisica dei genitori”, conclude Liguori.